Lucoli, giudice stanga il Comune

30 Agosto 2014

Lavori mai fatti, l’ente dopo 15 anni condannato a pagare 50mila euro agli eredi del ricorrente

LUCOLI. La giustizia arriva dopo 15 anni ma nel frattempo il ricorrente è morto. La causa è stata coltivata dai parenti i quali hanno ottenuto la condanna del Comune di Lucoli al pagamento di 50 mila euro dal tribunale con sentenza esecutiva. Il ricorso fu presentato dal compianto Franco Cordeschi il quale aveva avuto la casa inabitabile per via di liquami penetrati per fatti attribuibili all’ente. L’intervento fatto dal Comune 11 anni fa non fu riparatorio.

La causa andò avanti e nel 2011 il tribunale sostenne il difetto di giurisdizione affermando che fosse competente il Tar. Ma poi la Corte di appello, competente a giudicare su tale aspetto, decise in tempi rapidi di ritenere competente il tribunale che poi ha depositato la sentenza di condanna per l’ente. Secondo il giudice il danno all’abitazione, situata nella frazione di Collimento, «è conseguenza del comportamento omissivo e colposamente inerte del Comune». «L’amministrazione» dice il magistrato, «è rimasta inerte con riferimento alle richieste del privato e di provvedere all’adozione di misure per scongiurare gli inconvenienti paventati.

Il tenore della missiva del primo giugno 2004 a firma del responsabile E.A. non consente certo di ricondurla a un provvedimento amministrativo autoritativo». Il Comune è stato inoltre condannato al rifacimento del collettore e del pozzetto di raccolta delle acque. I lavori dovranno essere fatti entro 4 mesi. Al momento la parte sottostante della casa ancora non è ripulita dai liquami. Il ricorso, poi accolto, è stato presentato dall’avvocato Vittorio Fatigati.

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