Lutto cittadino ad Aielli per il doloroso addio a Sara

5 Gennaio 2020

Polemiche per il mancato arresto del giovane accusato di omicidio stradale Il leader della Lega, Salvini: «Spero tanto che paghi tutto fino alla fine»

AIELLI. Lutto cittadino, attività chiuse e anche la caccia sospesa per il giorno del dolore. Si svolgeranno oggi i funerali di Sara Sforza, la 23enne morta in un incidente stradale avvenuto giovedì pomeriggio sulla Tiburtina. Le esequie si terranno alle 15.30 nella chiesa di San Giuseppe, ad Aielli Stazione. Come segno di cordoglio e di vicinanza dell’intera comunità aiellese, è stato proclamato, con un’ordinanza del sindaco, il lutto cittadino. «Per la nostra comunità», ha affermato il sindaco Enzo Di Natale, «sarà una giornata di dolore immenso». L’appello è affinché ci sia «un momento di condivisione del lutto e di rispetto nei confronti della famiglia che ha espressamente richiesto riservatezza e discrezione per il giorno delle esequie».
AUTOPSIA. Ieri mattina è stata eseguita l’autopsia su richiesta della Procura della Repubblica di Avezzano. L’incarico è stato affidato dal procuratore Andrea Padalino, titolare dell’inchiesta, all’anatomopatologa Simona Ricci che ha portato a termine la consulenza medico- legale sulla salma. È stata confermata la morte causata dai traumi e da emorragie interne provocate dal violento impatto. La salma è stata così messa a disposizione dei familiari per la camera ardente allestita all’obitorio di Avezzano.
LE INDAGINI. Nell’incidente sono rimasti feriti il fidanzato della vittima, Alessio Vergari, e il conducente dell’altra auto, l’Alfa 159 Jarrar Ayoub, 25 anni, marocchino residente a Paterno, indagato per omicidio stradale, con precedenti di polizia per droga e già raggiunto da un decreto di espulsione. Con lui viaggiava la fidanzata, una ragazza di Avezzano, rimasta illesa e già sentita dalle forze dell’ordine. Il nordafricano già nei giorni precedenti non si era fermato a un posto di blocco della polizia stradale in centro ad Avezzano. Inseguito e rintracciato, era stato trovato alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e c’era stata per lui una denuncia a piede libero per guida in stato d’ebbrezza.
LE POLEMICHE. Il mancato arresto di Jarrar, che si trova ricoverato in buone condizioni all’ospedale dell’Aquila, pronto per essere dimesso, ha suscitato una serie di reazioni a catena non solo del mondo politico e istituzionale. Sul caso, dopo l’appello di Giorgia Meloni, è intervenuto ieri in tarda serata il leader della Lega, Matteo Salvini. «Sono contro la pena di morte», ha scritto l’ex ministro dell’Interno in un post, «ma spero che questo “signore” paghi tutto questo, senza sconti, fino alla fine». Per il coordinatore della Lega Abruzzo, Luigi D’Eramo «l’assurda morte di Sara Sforza merita risposte ferme e immediate da parte dello Stato. È assolutamente doveroso prendere dei provvedimenti immediati, con il massimo della inflessibilità. La Lega ribadisce il rispetto per il lavoro della magistratura, ma anche la ferma e inossidabile condanna per ogni forma possibile di mancato rispetto per la legge». «Colui che ha procurato il danno e la morte di Sara», ha dichiarato l’assessore regionale Guido Quintino Liris, ugualmente intervenuto sull’aspetto giuridico della vicenda, «non dev’essere fermato e incarcerato perché marocchino e straniero, ma semplicemente perché è colpevole. I cittadini sono stanchi di dover assistere al dramma di vite spezzate per il mancato rispetto della legge, mentre un’altra famiglia è distrutta da un terribile dolore». Per il comitato “Celano città sicura”, guidato da Ugo Lucio Perrotta, «è assurdo e inaccettabile che una tale bomba a orologeria sia stata lasciata libera di andare ovunque, in qualsiasi stato e libero di trafficare». Perrotta ha espresso anche «perplessità nel leggere le posizioni di politici, sordi e ciechi fino all’altro ieri, che chiedono ora giustizia e decise prese di posizione».
CASO CORSO FRANCIA. Riguardo ai parallelismi evidenziati in più occasioni in questi giorni con il caso di corso Francia a Roma, in cui sono morte le due sedicenni Gaia e Camilla, l’assessore regionale Liris ha voluto evidenziare le differenze. «In quel caso il giovane accusato è ai domiciliari», ha dichiarato. «Massimo rispetto per il lavoro della magistratura e della Procura di Avezzano, che non ha ritenuto ci fossero gli estremi per l’arresto, ma siamo di fronte al caso di un pregiudicato con precedenti per droga, colpito da decreto di espulsione, che non può e non deve passare inosservato. La certezza del diritto è un valore irrinunciabile per tutti i cittadini».
PETIZIONE. È arrivata in tre giorni a 6.000 sottoscrizioni la petizione “Giustizia per Sara” da inviare al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Promossa da Domenico Paris su Change.org nella petizione si chiede «giustizia per Sara» perché «la popolazione è stufa di vedere vite spezzate a causa di droga, alcol e la mancanza di senso civico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA