«Ma i nostri figli sono ancora lì dentro»

Una mamma guida la protesta: li rimandiamo in classe col terrore, chiediamo l’arrivo dei Musp
AVEZZANO. Simona Santullo è una delle madri che sta portando avanti la battaglia per chiedere scuole più sicure. Ha due figli che frequentano l’edificio nel centro di Avezzano. Una struttura che solo una volta, in passato, ha subìto degli interventi di adeguamento.
«Non siamo contenti di rimandare i nostri bambini in questo istituto», sottolinea la Santullo, «da genitori, vogliamo sapere come è stato possibile avere due schede di sintesi che riportano due valori diversi, con una perizia firmata dallo stesso ingegnere incaricato dal Comune. La prima parla di un indice di vulnerabilità pari a 0.149, la seconda raddoppia a 0.31. Lo scorso settembre il Comune ci ha parlato di una seconda perizia e quindi avevamo chiesto di conoscere tutta la documentazione. Non è mai arrivata. Il 2 settembre 2016 è stata data una comunicazione del Comune alla scuola dove misteriosamente si corregge il valore».
«A mio avviso, in municipio si sono prese delle responsabilità assurde perché la scuola andava chiusa», aggiunge Simona Santullo, «vogliamo sapere chi ne risponderà. Lo stesso Comune ha fatto capire chiaramente che si sta realizzando un nuovo edificio. E allora perché i nostri figli stanno ancora lì dentro? Mandiamo i nostri figli in classe con uno spirito di terrore, anche perché le scosse continuano. Non voglio immaginare che cosa sarebbe accaduto se la scossa di domenica fosse avvenuta in un normale giorno di lezione. La scuola dell’obbligo impone delle strutture sicure e il Comune di Avezzano questo edificio sicuro non lo offre. Il bando per la nuova scuola? Se tutto andrà per il meglio, i lavori verranno portati a termine fra tre, quattro anni. Non possiamo stare con questa spada di Damocle sulla testa. I bambini vanno spostati immediatamente in una struttura idonea e non smetteremo di ripeterlo. A settembre avevamo chiesto i Musp (Moduli a uso scolastico provvisorio, ndr ) per stare tranquilli. Il prefetto Francesco Alecci dichiarò al giornale che non era possibile fornire i Musp perché Avezzano non si trova in una situazione di emergenza. In altri Comuni, però, i Musp arriveranno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

