«Ma quale usura, è compravendita di auto»

11 Maggio 2019

Si difende il 37enne arrestato dalla Finanza per avere aggredito il titolare di una concessionaria

AVEZZANO. «Ma quale usura, era soltanto una compravendita di auto». Si è difeso così Cristian Di Silvio, il 37enne avezzanese di origine rom accusato di aver prestato denaro al titolare di una concessionaria. L’uomo è stato arrestato dalla Finanza mentre aggrediva l’imprenditore. Secondo la ricostruzione delle Fiamme gialle, Di Silvio aveva prestato dei soldi al titolare di un autosalone di Avezzano pretendendo tassi elevatissimi per la restituzione (fino al 200%).
A fine aprile, sempre stando all’accusa, l’imprenditore è stato aggredito e picchiato da Di Silvio, proprio nella sua concessionaria. Il tutto è stato ripreso da una telecamera del sistema di videosorveglianza che era monitorata da remoto dagli uomini della Finanza, guidati dal comandante della compagnia Luigi Falce. Sono stati loro, dopo avere assistito all’aggressione, a intervenire e a fermare il 37enne, accompagnando in ospedale l’imprenditore ferito.
«Il mio assistito ha spiegato davanti al gip Anna Carla Mastelli che si è trattato solo di compravendita reciproca di auto», ha evidenziato l’avvocato Roberto Verdecchia, legale di Di Silvio, «lui aveva anticipato dei soldi in conto capitale e l’imprenditore non glieli aveva più restituiti. Per questo Di Silvio chiedeva di riaverli indietro».
Verdecchia aveva già chiesto per il suo assistito, attualmente nel carcere San Nicola di Avezzano, i domiciliari e l’applicazione del braccialetto elettronico. Dal momento che gli è stato negato tutto ciò ha fatto appello al tribunale del Riesame ed entro il 20 maggio dovrà avere una risposta in merito.
Non è la prima volta che in città accadono episodi del genere presumibilmente legati all’usura. L’imprenditore, che ha riportato un trauma contusivo al volto, ferite alla mandibola e allo zigomo, sarebbe solo l’ultimo in ordine di tempo a essere vittima di un giro di usura nel quale sarebbero finiti anche altri esponenti di attività commerciali dell’intero comprensorio marsicano. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Avezzano, Andrea Padalino, dovranno far luce su questo presunto sistema messo in piedi a danno non solo del titolare della concessionaria avezzanese, ma anche, a quanto pare, di altri esercenti del territorio che potrebbero essere nelle sue stesse condizioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA