«Macchinari vecchi spacciati per innovativi»

25 Maggio 2019

Inchiesta Accord, altre contestazioni del pm dopo il sequestro. E il caso sarà discusso in consiglio

L’AQUILA. Sono davvero tante le contestazioni da cui i vertici di Accord Phoenix si dovranno difendere per ottenere la revoca del sequestro del finanziamento di 5 milioni.
«I macchinari installati», si legge nella motivazione del gip, «avrebbero dovuto essere ad alta innovazione mentre risultano obsoleti. Questa circostanza è stata riscontrata anche attraverso l’espletamento di una consulenza tecnica che ha rivelato pure una vistosa sovrastima di macchinari e software del valore accertato di dieci milioni a fronte dei 19 milioni indicati del business plan».
Che ci fossero cose da nascondere emergerebbe, secondo gli investigatori, da una conversazione in cui il responsabile della produzione detta istruzioni sull’organizzazione del giro turistico nell’impianto dopo una conferenza stampa in occasione della presentazione dell’azienda. «Dobbiamo camminare veloci», dice, «perché le macchine le devono vedere soltanto mentre camminiamo. È chiaro?... no, no, attenzione, dobbiamo camminare veloci, là non ci devono mettere nessuno a fotografare qua sotto». La qualità dei macchinari non è cosa secondaria. Infatti Invitalia elargisce fondi a condizione che ci siano piani di sviluppo innovativi.
L’inchiesta, per la quale sono indagati per indebita percezione dei fondi il direttore di Accord, Francesco Baldarelli, l’ex presidente, Ravi Shankar e l’ex socio Luigi Ademo Pezzoni. è coordinata dal pm David Mancini e portata avanti dalla Guardia di Finanza. Comunque nei prossimi giorni la difesa, tramite il legale Giulio Agnelli, presenterà un compendioso ricorso al Riesame.
Intanto la conferenza dei capigruppo, come informa il consigliere comunale di opposizione, Lelio De Santis ha dato l’ok a un consiglio comunale su questo argomento.
«La questione», dice De Santis, «va esaminata per i suoi risvolti politici e morali. Se un giudice scrive che la politica sapeva, che le assunzioni potrebbero essere state clientelari, se le istituzioni erano a conoscenza che non tutti i requisiti erano presenti al momento in cui l’azienda aveva ottenuto i finanziamenti per l’avvio dell’attività (accuse, ovviamente, ancora da dimostrare), ebbene questa vicenda interessa anche l’assise civica, visto che il Comune è stato parte attiva nella questione». (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.