Macerie, arriva la tracciabilità

25 Luglio 2017

Un nuovo sistema consentirà di registrare la rotta dei mezzi. Si parte in autunno

L’AQUILA. Una chiavetta Usb e una piccola scatola nera: solo gli elementi base per il funzionamento del nuovo meccanismo di tracciabilità delle macerie derivanti dalla ricostruzione post-sisma del 2009. Sarà attivo a partire dall’autunno grazie a un accordo tra gli Uffici speciali della ricostruzione e il ministero dell’Ambiente e permetterà di tracciare passo passo i percorsi delle macerie. La rete del Sistri (il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ideato nel 2009 per informatizzare l’intera filiera del ciclo di gestione dei rifiuti speciali pericolosi e urbani) garantirà la copertura satellitare della rotta dei mezzi. Ci sono voluti quasi quattro anni per vedere trasformarsi in realtà quel meccanismo di tracciabilità delle macerie dei cantieri della ricostruzione post-sisma tanto sponsorizzato nel 2012. Adesso il documento che stabilisce le modalità di iscrizione e le relative procedure necessarie per garantire la tracciabilità dei percorsi effettuati dai soggetti coinvolti nelle attività di trasporto delle macerie nelle aree del cratere, è pubblicato nella sezione “Manuali e guide” del portale del ministero dell’Ambiente. Il nuovo strumento di supporto informativo per le aziende incaricate della rimozione è stato illustrato ieri ai tecnici degli Uffici speciali in un seminario a Palazzo Silone. «Con questo accordo la rete del Sistri ci garantisce la copertura satellitare della rotta dei mezzi», ha spiegato il tecnico dell’Usra Sergio Sulpizi. «A seguito dell’interruzione del servizio che prima ci forniva l’Aci, noi riusciamo a reintegrare il sistema con l’appoggio del Sistri. Un passaggio importante per un fattore di trasparenza, perché si tratta pur sempre di lavori eseguiti con fondi pubblici». Cosa che consentirà di avere una garanzia in più di controllo contro eventuali infiltrazioni criminali in un sistema che a oggi ha trattato quasi tre milioni di tonnellate di macerie impegnando 64 milioni di euro. Il direttore dell’Usra Raniero Fabrizi ha ricordato che il modello del monitoraggio delle macerie provenienti dai cantieri dell’Aquila «è riconosciuto a livello nazionale, tanto che siamo stati chiamati, alcuni mesi fa, da Ecomondo per spiegare come funziona. Non è escluso che in futuro il meccanismo di tracciabilità possa tornare utile per il nuovo cratere sismico, come ha ipotizzato la dirigente del ministero dell’Ambiente Ilde Gaudiello: «Non abbiamo fatto nient’altro che definire una procedura dedicata nell’ambito di una piattaforma già esistente e nulla vieta che possa essere estesa anche agli altri comuni del nuovo cratere sismico».
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