Madonna che scappa in scena la corsa perfetta

Migliaia di persone assiepate in piazza Garibaldi nonostante la pioggia Il vescovo Spina elogia i confratelli di Santa Maria di Loreto: testimoni di fede
SULMONA. Una Pasqua all’insegna del maltempo. A colorare la fredda e piovosa domenica d’aprile sono state, però, migliaia di ombrelli, macchie di colore aperte verso il cielo in ogni angolo di piazza Garibaldi, terrazzi e balconi. Turisti e fedeli sono arrivati da ogni parte d’Italia, anche quest’anno, per assistere alla “Madonna che scappa in piazza”». La pioggia non ha fermato loro così come non ha fermato la corsa di Maria verso il Figlio risorto, fulcro del millenario rito organizzato dalla confraternita di Santa Maria di Loreto. Ed è stata una corsa perfetta. Senza tentennamenti. In una manciata di secondi l’abito nero indossato da Maria alla sua uscita dalla chiesa di San Filippo ha lasciato posto a quello verde. Il fazzoletto sulla sua mano ad una rosa rossa. Spari, voli di colombi e la quadriglia dei portatori è arrivata e si è fermata con precisione davanti alla statua di Cristo risorto nei pressi dell’acquedotto. Poi solo gioia, lacrime, gli abbracci dei confratelli. Tanti i timori della vigilia, per le avverse condizioni meteo, ma anche per la rottura di una mattonella del plateatico di piazza Garibaldi, prontamente riparata, nella giornata di sabato, dagli stessi confratelli. Timori ripagati da una corsa bella che, nella tradizione contadina, lascia presagire un anno di abbondanti raccolti. «C’era un po’ di timore», è il commento di Fabrizio Filippi, uno della quadriglia dei portatori, «perché il terreno con la pioggia può essere insidioso, però è andata benissimo». Come lui emozionatissimi gli altri compagni di corsa Carmine Di Cintio, Antonio Liberatore e Alessandro Petaccia. La guida è stata affidata, per il quarto anno, a Francesco De Sanctis. «L’emozione c’è sempre», ha riposto la guida a chi gli chiedeva se quella di quest’anno fosse stata una corsa più difficile delle altre, «ma difficile no, perché non è una competizione».
«È Pasqua di gioia», è stato il saluto del vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, monsignor Angelo Spina. «C’è stato un momento di esultanza in questa piazza. Tanti visitatori che si sono ritrovati per questo abbraccio di pace. Pasqua è proprio questo: il dono della pace del Cristo risorto, il dono della vita, l’annuncio di una speranza che mai finisce. I confratelli», ha aggiunto, «sono stati meravigliosi, perché quello che loro fanno non è solo esteriorità, ma è vivere la fede e testimoniarla con la loro presenza, con il loro impegno». Quella di quest’anno è stata però anche la corsa all’insegna della protesta contro la chiusura del punto nascita di Sulmona. Su finestre e balconi tanti gli striscioni per dire no allo smantellamento del reparto previsto entro il 30 ottobre.
Annalisa Civitareale
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