Madonna che scappa nella piazza blindata?

5 Aprile 2020

Una commerciante lancia la proposta per una funzione ridotta e con le giuste condizioni di sicurezza

SULMONA. In attesa che il vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva Michele Fusco si esprima sulle processioni pasquali, i commercianti sulmonesi propongono di organizzare comunque per Pasqua la “Madonna che scappa” in una piazza blindata. Al momento nessuna decisione è stata presa. È arrivata solo un’indicazione dalla Santa Sede, con un decreto emanato dal cardinale Robert Sarah, prefetto per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, sulla data della prossima Pasqua, il 12 aprile, che resterà invariata, mentre le processioni potrebbero essere rinviate a settembre. Ipotesi che non convince i commercianti. «Mai come quest’anno ce n’è tanto bisogno», fa notare Rita Perrotta dal suo negozio su corso Ovidio, «la Madonna che scappa in piazza non può mancare in questa fase. Se abbiamo imparato la lezione, il Covid 19 ci ha detto che dobbiamo adeguarci ai cambiamenti e ci adegueremo. Che sia una funzione ridotta, a piazza vuota, con le giuste condizioni di sicurezza, ma non si può farne a meno. Il Papa ci ha invitato a pregare da casa tutti insieme e così lo spirito di resurrezione entrerà in tutte le case con la stessa forza. Quella piazza vuota sarà riempita di speranza e potremo rialzarci più forti di prima. Non perdiamo questa occasione», esorta Perrotta. «Sarà un momento irripetibile per noi e per la città». Oltre agli appelli sulla Pasqua, i commercianti e i titolari di partite iva sono preoccupati per il futuro e per gli aiuti del Governo, giudicati finora insufficienti. «Noi che non abbiamo battuto ciglio alla chiusura dell'attività, fatta ancor prima del decreto per senso civico, noi che non percepiamo un centesimo in questi giorni toccando i nostri risparmi per poter fare la spesa e a noi date solo 600 euro una tantum?», domanda Antonio Cinque. «Noi che non siamo tutelati in niente. Ma cosa serve sospendere e rinviare i pagamenti? Se i soldi non li abbiamo oggi non li avremo nemmeno domani». Da qui la proposta. «Volete fare una cosa buona?», prosegue Cinque. «Dateci sostegni economi più consistenti. Bloccate Iva, Irpef, Inail, imposta sui redditi, acconto 2021, Inps. Se volete che l'Italia riparta non fateci sentire già morti. Perché le partite iva sono anche madri e padri di famiglia, che hanno investito tutto su un sogno, che ora sta svanendo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA