Madonna dell’Eremita, sì al restauro

10 Aprile 2018

Castel di Sangro, il Comune stanzia 35 mila euro per i primi lavori al santuario

CASTEL DI SANGRO. Sarà il Comune a provvedere ai lavori di ristrutturazione del santuario della Madonna dell’Eremita, una delle chiese più antiche di Castel di Sangro risalente all’anno 1000 e costruita su un tempio romano. L’amministrazione comunale ha stanziato 35mila euro per un primo intervento di rifacimento di una parte de tetto del santuario che ricopre l’area destinata a foresteria. «Questo intervento», spiega il sindaco Angelo Caruso, «segue quello analogo eseguito lo scorso anno sulla chiesa e mira a rilanciare il prestigioso e suggestivo luogo quale meta turistica, soprattutto dal punto di vista naturalistico oltre che religioso». Con un pellegrinaggio dal paese verso il bosco e la tradizionale scampagnata, il 2 luglio di ogni anno gli abitanti di Castel di Sangro onorano la Madonna dell’Eremita alla quale la popolazione è molto devota. Il sentiero si snoda lungo un percorso naturalistico. Raggiungendo la punta più alta del sentiero, inoltrandosi nel sottobosco, si trovano pregiate piante come la genziana, il pungitopo, il ranuncolo, la stella alpina appenninica. La chiesa, che gli amministratori stanno restaurando, ha accolto l’eremita Pietro del Morrone, ovvero Celestino V conosciuto anche come “il Papa del grande rifiuto”. All’interno presenta un altare posto a oriente, secondo quello che era il consueto costume cristiano che, simboleggiando il sorgere del sole, voleva così rappresentare la resurrezione di Gesù. Dietro l’altare si trova la statua della Madonna. (m.lav.)
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