Madonna della Libera Fedeli preoccupati per il santuario chiuso
PRATOLA PELIGNA. Da cinque domeniche il santuario della Madonna della Libera di Pratola Peligna resta chiuso. La decisione è stata presa dopo il pesante colpo inferto dall’ultimo terremoto all’edific...
PRATOLA PELIGNA. Da cinque domeniche il santuario della Madonna della Libera di Pratola Peligna resta chiuso. La decisione è stata presa dopo il pesante colpo inferto dall’ultimo terremoto all’edificio sacro già gravemente lesionato dal sisma del 2009. A spingere sulla chiusura anche due diversi sopralluoghi fatti dai tecnici comunali e dalla protezione civile che hanno consigliato di non celebrare la messa nella chiesa e chiuderla per precauzione.
Il terremoto di fine ottobre ha aperto altre crepe e fatto cadere calcinacci dalla volta. Danni ancora da quantificare che, da oltre un mese, hanno costretto i fedeli a utilizzare le altre chiese come quella di San Lorenzo, San Pietro Celestino e la cappella dei padri Maristi, che si trova a pochi passi dal santuario, per celebrare le funzioni religiose.
La chiusura del luogo sacro però, resta un duro colpo per la comunità di fedeli e non solo di Pratola Peligna. La chiesa, infatti, è sede di uno dei culti tra i più vivi del territorio del Centro Abruzzo. Si tratta della festa della Madonna della Libera, che entra nel vivo nei primi di maggio di ogni anno e richiama devoti da più parti. Per questo cresce la preoccupazione tra i fedeli, che sperano almeno in un definitivo avvio dei lavori di messa in sicurezza. Tra loro anche il parroco don Renato Frappi e il sindaco Antonio De Crescentiis, che hanno sollecitato il ministero per i beni e le attività culturali e la Regione a fare presto. Soprattutto si pensa al definitivo avvio dei lavori previsti nei finanziamenti del Cipe per oltre 800mila euro a cui si dovrebbero aggiungere circa 300mila euro promessi dalla Regione. Soldi forse non sufficienti a recuperare i danni che i terremoti hanno causato alla struttura, ma che potrebbero essere spesi per una prima messa in sicurezza in vista di un ritorno alla normalità il prima possibile. Una corsa contro il tempo anche per facilitare il lavoro del comitato festeggiamenti che prima di maggio dovrà svolgere tutte le pratiche di preparazione alla festa. In attesa la chiesa resta chiusa, mentre tiranti e paratie in legno sistemati dopo il sisma del 2009 potrebbero cominciare a risentire degli anni oltre che delle sollecitazioni degli ultimi terremoti. (f.c.)
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