Madre trova dei simboli nazisti: «Mio figlio perseguitato dai bulli»

Svastiche disegnate sulla mascherina anti-Covid, la polizia sta raccogliendo informazioni sull’episodio Il ragazzino straniero frequenta una scuola in città. Da tempo sarebbe bersaglio di offese dei coetanei
AVEZZANO. Svastiche disegnate a penna su una mascherina infilata tra libri e quaderni. Episodio accaduto in una scuola. Tanto che è stata avviata un’indagine sui simboli nazisti rappresentati sopra un dispositivo di protezione anti-Covid ritrovato all’interno dello zaino di uno studente. Del caso è stata informata anche la Digos dell’Aquila che in queste ore si sta muovendo per chiarire l’accaduto e, soprattutto, per valutare se ci sono ipotesi di reato. La notizia di quanto successo nella Marsica sarebbe arrivata anche negli uffici del ministero a Roma. La spiacevole vicenda si sarebbe verificata in una scuola di Avezzano. A farne le spese uno studente di origini straniere che frequenta una scuola della città. Aspetto per il quale la Divisione investigazioni generali e operazioni speciali vuole vederci chiaro per “etichettare” la vicenda come un episodio di bullismo tra i banchi di scuola oppure una forma di discriminazione razziale. Come è noto nella Marsica risiedono molti stranieri provenienti soprattutto dall’area nordafricana conosciuta come Maghreb.
Le famiglie extracomunitarie si concentrano principalmente tra Avezzano e la Marsica orientale per via della manovalanza agricola richiesta dalle aziende del Fucino. Mentre sistemava lo zaino del figlio appena tornato da scuola, tra i libri e i quaderni la mamma ha visto spuntare una mascherina Ffp2 di colore bianco con delle svastiche disegnate con la penna blu. La svastica o croce uncinata fu adottata come simbolo dai vari movimenti antisemiti e dal partito nazionalsocialista tedesco. L’episodio deve aver mortificato il cuore di questa madre che ha scelto di crescere i propri figli in Italia per assicurare loro un futuro migliore. Non è ancora chiaro se il gesto sia maturato tra i compagni di classe, alla fermata dell’autobus o ancora lungo il percorso verso casa. Il ragazzino, però, ai genitori avrebbe riferito di essere «diventato da tempo bersaglio di un gruppo di bulli». E che l’episodio della svastica sia solo l'ultimo e, forse il più preoccupante, di una lunga serie. La madre sta decidendo se formalizzare una denuncia. Ma quanto accaduto sta sicuramente facendo agitare la acque tra insegnati e dirigenti scolastici in prima linea nell’opera di inclusione e interculturalità tra la popolazione scolastica. Recentemente, infatti, alcune scuole del territorio hanno ospitato degli insegnati stranieri per un corso di educazione sulle nuove tecniche per la promozione di inclusione e interculturalità negli istituti scolastici marsicani. La Digos intanto sta indagando per cercare di far luce sullo spiacevole episodio. Non sono esclusi sviluppi investigativi.
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