Madri ucraine a scuola, lezioni di solidarietà

6 Novembre 2022

Navelli, istituto comprensivo e Comune attivano corsi di italiano per le donne fuggite dalla guerra

NAVELLI. La bandiera gialloblù sventola da alcuni mesi sul complesso Map della frazione di Civitaretenga. È qui che hanno trovato ospitalità alcune famiglie in fuga dalla guerra in Ucraina. Procedure semplificate e accordi istituzionali hanno permesso a bambini e ragazzi di aggregarsi alle classi delle scuole del comprensorio, dall’infanzia alle superiori. Per i genitori, in gran parte mamme, mancavano però strumenti per favorire l’integrazione.
Natalia nata a Prypiat, la città fantasma al confine con la Bielorussia abbandonata dopo il disastro di Chernobyl, o Svitlana, che viveva a Odessa: giovani madri che hanno percorso migliaia di chilometri per mettere in salvo i figli dalla follia della guerra. Quando sono arrivate in primavera, nessuna di loro parlava italiano. In poche settimane si sono costruite un vocabolario “di prima emergenza”. Una collaborazione tra amministrazione di Navelli, l’omonimo istituto comprensivo e il Centro provinciale istruzione adulti (Cpia) permetterà a loro, e ad altre persone in parte provenienti anche dalla zona di Kharkiv, di frequentare un corso di lingua italiana. Le lezioni si svolgono proprio all’interno di una casetta del complesso Map e saranno portate avanti da docenti delle scuole dirette dalla professoressa Alessandra De Cecchis: «L’obiettivo», spiega la dirigente, «è anche quello di favorire il dialogo e la cooperazione tra scuola e famiglie degli alunni stranieri, nel segno del pluralismo e del multiculturalismo che connotano entrambi gli istituti che dirigo».
Il supporto logistico e tecnico è fornito dal Centro servizi di volontariato. Venerdì c'è stata la prima lezione sulle regole basilari della lingua italiana. L’iniziativa è possibile grazie alla collaborazione dei docenti Annarita Di Vincenzo e Fabio Iuliano.
«Come amministrazione», commenta il sindaco Paolo Federico, «ci siamo subito attivati per accogliere le persone in fuga dalla guerra. Con questa nuova iniziativa contiamo di dare alle persone provenienti dall’Ucraina gli strumenti fondamentali per l’integrazione. Consapevoli che queste persone sono molto legate alla loro terra e si trovano qui a causa di un evento estremo e disumano, lavoriamo per creare legami veri che possano andare oltre questo periodo».(a.r.)