Maggioranza ammutinata De Angelis: sì alla verifica

20 Aprile 2019

Accettate le dimissioni degli assessori Silvagni (Commercio) e Di Stefano (Cultura) Ma si punta a evitare l’azzeramento della giunta per salvare il vice Cipolloni (Udc)

AVEZZANO. Scatta la pausa di Pasqua, in Comune, dove il sindaco Gabriele De Angelis ha accettato le dimissioni degli assessori civici Renata Silvagni (Attività produttive) e Pierluigi Di Stefano (Cultura). E si prepara al round decisivo con la maggioranza.
«Subito dopo Pasqua», afferma De Angelis, «ci sarà una verifica di maggioranza per il riassetto degli equilibri e della giunta comunale».
Poche parole che sembrano già la risposta, negativa, alle reiterate richieste di azzeramento dell’esecutivo, scandite a più voci dai consiglieri di maggioranza Alessandro Pierleoni, Vincenzo Ridolfi, Donato Aratari (Responsabilità civica, dove c’è anche Maria Antonietta Dominici) e Leonardo Rosa (ex capogruppo Udc, ora al Misto) in consiglio comunale: qui, alla base dell’ammutinamento che ha mandato la corazzata De Angelis a fondo sull’approvazione del bilancio consuntivo, oltre a ridare il giusto peso ai consiglieri comunali, c’era «l’azzeramento della giunta». Strada che, almeno per ora, il sindaco non sembra voler imboccare, in primis per salvare qualche pedina importante, con in testa il vice sindaco, Lino Cipolloni, autore di un botta e risposta durissimo in consiglio con l’ex capogruppo del suo partito, Rosa. Con l’azzeramento della giunta, infatti, la poltrona del numero due, ambita da molti, mentre il partito dell’Udc è sceso da 3 a 2 consiglieri, potrebbe essere a forte rischio. Il sindaco, quindi, punta a rimettere in ordine l’esecutivo cittadino, dove con il passo indietro degli assessori in quota civici ha due poltrone disponibili. Dimissioni con un chiaro segnale politico: azzerare tutto. L’impressione, però, è che il sindaco sia proiettato verso la sua meta finale: allineare l’amministrazione alla governance di centrodestra della Regione, gettando alle ortiche le insegne civiche della prima ora. E lo scontro in consiglio potrebbe avere sancito la rottura finale con i compagni di viaggio della campagna elettorale ormai lontana, «quelli che», ha ricordato in assise civica Donato Aratari, «erano al suo fianco nella battaglia per sconfiggere la vecchia amministrazione, dove i suoi più stretti alleati di oggi erano gli avversari da battere». La partita, comunque, è molto incerta e ad alto rischio, poiché, oltre alla scadenza del consuntivo, all’orizzonte della litigiosa maggioranza si profila un altro ostacolo: il consiglio comunale straordinario sul mercato del sabato chiesto della minoranza, in agenda a fine aprile, dove la maggioranza rischia altri scossoni.
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