Maglia di protesta vietata I rossoblù sfidano la Lnd

16 Ottobre 2022

Oggi calciatori con lo slogan sulla t-shirt (non autorizzata). Solidarietà da Pescara E crescono le adesioni alla manifestazione di domenica: in un giorno 105 firme 

L’AQUILA. Il calcio prende posizione contro la sentenza choc che assegna un concorso di colpa per la propria morte a tre vittime del crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6 B nel terremoto del 6 aprile del 2009.
Lo fa innanzitutto la squadra di calcio cittadina, L’Aquila 1927, che porterà la protesta in campo nonostante il mancato consenso delle autorità sportive. «La Lega nazionale dilettanti Lnd non ha autorizzato la nostra richiesta di scendere in campo domani (oggi per chi legge, ndr) a Sulmona con una t-shirt bianca riportante la frase “I morti non meritano percentuali”», scrive la società in una nota. «Una decisione che lascia amareggiati, visto anche il tono non offensivo del messaggio relativo alla sentenza con cui il tribunale dell’Aquila ha riconosciuto un concorso di colpa, pari al 30%, delle vittime del crollo del palazzo di via Campo di Fossa». Quindi ancora: «Tuttavia, quando in campo scende L’Aquila, scende in campo la squadra della gente. La sua gente. Quella che il 6 aprile 2009 stava dormendo in casa propria. Siamo dunque consapevoli di dover rappresentare in ambito calcistico un’intera comunità, ancora attonita e indignata per la sentenza di cui trattasi. E sentiamo nostro, perciò, l’onere di difendere e far valere, come e dove possiamo, la dignità di una intera popolazione. Per questo motivo, con tutto il rispetto per le istituzioni che regolano il gioco del calcio, abbiamo preso la decisione di non esimerci dal dimostrare la nostra vicinanza ai familiari delle vittime e di scendere comunque in campo con la maglietta che stiamo preparando. Perché i morti non meritano percentuali e la nostra gente merita rispetto».
Ma la cittadinanza aquilana e i familiari delle vittime incassano il sostegno e la solidarietà anche dal calcio pescarese. «13 anni di nodi irrisolti, ora la colpa di essere morti»: questo lo striscione esposto dalla tifoseria del Pescara all’ingresso della curva Nord dello stadio Adriatico Cornacchia, la cui immagine ha fatto il giro del web ed è stata diffusa sui canali social del club biancazzurro.
Nel frattempo, si allarga all’Aquila il numero di chi vuole partecipare alla manifestazione di protesta di domenica 23 alle 11 alla Villa comunale. A 24 ore dall’annuncio, sono state 105 le persone che hanno deciso di aderire ufficialmente, firmando tramite social. Tra loro, oltre a familiari delle vittime e ad attivisti dei comitati civici, anche consiglieri comunali. «La sentenza choc sulla responsabilità delle morti avvenute nel crollo del condominio di via Campo di Fossa giudica il comportamento delle vittime del sisma indicandole come in parte colpevoli del loro destino e lo fa mediante un dispositivo che, parlando di risarcimento economico, di fatto offende la memoria di ciò che è stato custodita e viva in ognuno di noi, nella nostra comunità», si legge nell’appello all’adesione degli organizzatori, «una sentenza che va letta alla luce delle responsabilità del crollo e inquadrata ponendola accanto a quella di assoluzione della commissione Grandi rischi e a quella di condanna di un imputato risultato colpevole di aver rassicurato la cittadinanza. La scelta di promuovere la manifestazione nasce dalla rabbia che generano queste correlazioni e nel ricordo di ciò che realmente accadde, dalla volontà di rivendicare risposte, dalla consapevolezza che non resteremo in silenzio». (l.t.)
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