Magliano, distrutta la Madonnina

19 Novembre 2022

Danni alla statua di Porclaneta in ricordo di Ventimiglia, morto in un incidente

MAGLIANO DE’ MARSI. Vandali in azione a Magliano, dove è stata presa di mira la Madonnina della chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta. Un gesto che ha suscitato proteste e indignazione: ora è caccia ai responsabili dell'atto vandalico, che viene definito dai residenti “insensato” e “gratuito”. Quanto accaduto ha indignato, inoltre, anche il mondo della montagna e dell’escursionismo, visto che la Madonnina era dedicata a Enzo Ventimiglia, il giovane vice capo stazione del Soccorso Alpino di Avezzano, recentemente scomparso. I vandali hanno gettato a terra la statua della Madonna che si trova all’interno di una piccola grotta. È questa la triste scena che si sono trovanti davanti alcuni visitatori della storica chiesetta di Santa Maria in Valle Porclaneta.
La statua era stata posizionata all’interno di una conchiglia di gesso in ricordo di Ventimiglia, morto in un tragico incidente stradale lo scorso febbraio. Il vice capo stazione del Soccorso Alpino è deceduto per schivare un cane randagio che si trovava sulla carreggiata. L’incidente è accaduto sulla strada regionale Cicolana 578. Il giovane procedeva in direzione di Magliano de’ Marsi ed era alla guida della sua Golf.
Sull’atto vandalico è intervenuto il sindaco Pasqualino Di Cristofano, che ha stigmatizzato duramente quanto accaduto. «Magliano merita questo?», si chiede. «La stragrande maggioranza delle cittadine e dei cittadini del nostro Comune meritano questi gesti? I numerosi volontari e volontarie che ogni giorno sottraggono tempo e denaro ai propri affetti per dedicarsi al bene comune meritano di essere ripagati in questo modo? Cosa è che non vi sta bene? Qual è il vostro problema? Cosa vi porta a deturpare l’immagine della Madonna e un luogo dedicato al nostro giovane prematuramente scomparso?». Tutte domande che si fanno anche i residenti di Magliano. «Perché violentare il nostro credo, il nostro essere comunità?», ha aggiunto Di Cristofano. «Sì, avete fatto questo, perché quando la classe 1971 ha donato l’angolo di paradiso da voi oltraggiato lo ha fatto con un simbolo della nostra religione dedicato a un figlio della nostra comunità. Vorrei potervi comprendere», ha concluso il sindaco, «ma ho difficoltà. Qualsiasi sia il motivo o il bisogno, la mia porta resta aperta, forse insieme potremmo trovare una soluzione». (p.g.)