Magneti Marelli, risale la tensione

18 Ottobre 2017

Contestazioni e provvedimenti disciplinari a decine di lavoratori. I sindacati: intimidazioni sempre più incomprensibili

SULMONA. Sono decine i provvedimenti disciplinari e le contestazioni che stanno arrivando in questi giorni agli operai della Magneti Marelli. Un clima di grande tensione, quello che si respira all’interno della fabbrica, dopo i recenti licenziamenti e gli ultimi infortuni, che rischia di inasprire ancora di più gli animi.
Lo sanno bene Andrea Crugnale, Alessio Marinucci e Alfredo Serafini, Rsa (Rappresentanti sindacali) e Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), che denunciano «l’aumento dei livelli di intimidazione» all’interno della fabbrica più grande del centro Abruzzo.
«Nell’ultimo periodo assistiamo a una strategia incomprensibile messa in campo dalla direzione del personale», fanno notare i tre lavoratori della Magneti Marelli, «fatta di provvedimenti disciplinari e contestazioni, innalzando così il livello di intimidazione. Tutto questo per distogliere l’attenzione dai veri problemi, di cui unica responsabile è l’azienda stessa, che cerca di scaricare, come sempre accaduto nella storia di questo gruppo, le responsabilità dei veri problemi sui suoi lavoratori».
Il riferimento dei dipendenti- sindacalisti è alle condizioni lavorative e ai mancati investimenti su alcuni macchinari. «Gli impianti obsoleti sono la reale motivazione dei problemi, il tutto a causa di tagli e del mancato investimento su macchinari e manutenzione», spiegano i tre. «A causa di questi tagli scriteriati stiamo assistendo al collasso e all’implosione dello stabilimento e a poco serve colmare queste carenze sovraccaricando i lavoratori, i quali oltre – agli alti ritmi di lavoro – devono anche preoccuparsi delle contestazioni disciplinari».
La Fiom-Cgil provinciale è convinta che «curare l’immagine dell’azienda non vuol dire far credere al mondo esterno che qui sia tutto fantastico. Bisogna intervenire realmente sullo stabilimento. Basta col dare la colpa sempre agli operai».
Appena un paio di settimane fa, il ricorso agli straordinari aveva riacceso il clima di tensione all’interno della Magneti Marelli, nonostante la nuova turnazione avviata sul modello Sulmona. I nuovi turni, entrati in vigore l’11 settembre scorso, prevedono il passaggio dai 18 ai 17, con la domenica notte che viene esclusa. Arrivati i nuovi turni, però, sono tornati gli straordinari nello stabilimento che conta 636 lavoratori e la Fiom-Cgil ha chiesto un incontro ai vertici aziendali.
L’annuncio sulla modifica ai nuovi turni era arrivato dopo una “due giorni” di assemblee e non a caso in seguito allo sciopero proclamato dalla Fiom-Cgil contro l’organizzazione del lavoro e i licenziamenti di un capo reparto e di un operaio interinale.
È, dunque, realtà da lunedì 11 settembre il cosiddetto modello Sulmona, cioè la modifica alla turnazione sul modello americano, arrivata in seguito agli scioperi e ai disordini del luglio dell’anno scorso e al contratto firmato il 24 aprile scorso.
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