«Mai favori, tutto legale» La difesa dei tre arrestati

Tagliacozzo, dieci ore di interrogatori per Torrelli, Tellone e l’assessore Venturini Oggi gli imprenditori dal gip. Lunedì prossimo il Riesame deciderà sul sindaco
TAGLIACOZZO. Quasi dieci ore di interrogatori, tra lacrime e tensioni, per ribattere punto su punto alle accuse che li hanno portati agli arresti nell’ambito dell’inchiesta di Tagliacozzo che ha decapitato la giunta Di Marco Testa. L’architetto Carlo Tellone, l’assessore dimissionario Gabriele Venturini e il capo dell’ufficio tecnico comunale, Gianpaolo Torrelli, a turno si sono seduti di fronte al gip Maria Proia e al sostituto procuratore Roberto Savelli. Sono accusati, a vario titolo, di reati che vanno dalla turbata libertà degli incanti alla frode nelle pubbliche forniture.
L’inchiesta su presunte irregolarità negli appalti e nell’affidamento degli incarichi ha portato all’arresto del sindaco Maurizio Di Marco Testa, accusato anche di tentata concussione. Sindaco che all’indomani del provvedimento di custodia in carcere ha rassegnato le dimissioni. Altre dodici persone sono indagate.
Tellone, assistito dall’avvocato Antonio Milo, ha risposto a 4 ore di domande, non riuscendo a trattenere le lacrime in più di una circostanza. «Non ci sono stati favori nei miei confronti», ha detto Tellone, contestando le modalità dell’indagine, «in questi anni ho ricevuto un solo incarico, quello relativo alla scuola Bevilacqua. Non ho commesso mai reati. Le telefonate? Mi scuso se ho usato una terminologia inappropriata».
Tre ore è durato l’interrogatorio di garanzia di Torrelli. Il tecnico celanese, difeso dagli avvocati Vittoriano Frigioni ed Evelina Torrelli, ha evidenziato di avere applicato sempre la legge. «Ho sempre parlato con gli atti», ha evidenziato, «e non ho mai subìto pressioni. Anzi, ci sono stati dei contrasti ma fanno parte della normale dialettica fra amministratori comunali e tecnici. Il Codice degli appalti prevede il loro frazionamento per il principio dell’economicità. Ho sempre applicato la legge».
Difesa accalorata anche quella di Venturini, per un’ora e mezza davanti al gip Proia. «Gli affidamenti diretti di appalti erano in regola», ha dichiarato l’ormai ex assessore alla Cultura, pronto a fornire una dettagliata documentazione. I legali dei tre hanno chiesto al gip la revoca dei domiciliari o, in alternativa, un provvedimento meno restrittivo. Oggi sono previsti gli interrogatori di Angelo Di Marco e Giancarlo Bonifaci, due dei cinque imprenditori raggiunti da un provvedimento della Procura (divieto di esercitare l’attività). In precedenza è stata ascoltata la dirigente Anna Calzetta.
Intanto, è fissata per lunedì prossimo l’udienza al Tribunale del riesame per Di Marco Testa (difeso da Roberto Verdecchia), Tellone e Venturini.
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