Maiali morti e liquami nell’Aterno

13 Maggio 2016

Capitignano, sequestrato allevamento di 4.200 suini. Due persone denunciate dalla Forestale

CAPITIGNANO. La Forestale ha sequestrato un allevamento di suini a Capitignano nell’alta valle dell’Aterno. L’allevamento dalla potenzialità di 4.200 maiali era sprovvisto dei autorizzazioni ambientali e per la corretta gestione degli “effluenti” zootecnici e degli altri rifiuti aziendali e avrebbe potuto, per dare un’idea del quantitativo di reflui prodotti in un anno, sversare nei terreni circostanti, circa 50 piscine olimpioniche. Nell’Aterno da tempo c’è la presenza di salmonella. Nel caso in questione sono stati denunciati N.C. di anni 50 residente in provincia di Caserta in qualità di amministratore unico della Società Agricola e M.M. di 71 anni, aquilano, in qualità di socio-conduttore dell’allevamento in questione. Inoltre, durante il controllo dei registri dell’allevamento, è emerso come una parte degli animali sia stata destinata alla produzione di salumi per prestigiose etichette del nord Italia. Questo aspetto, rilevante in tema di qualità agroalimentare, sarà oggetto di specifico approfondimento da parte della Forestale. Tornando ai rifiuti, dal sopralluogo è emerso che i liquami prodotti dai suini venivano riversati sui terreni agricoli limitrofi all’azienda e che, in mancanza di idonei sistemi di stoccaggio e smaltimento, andavano a compromettere seriamente le matrici ambientali presenti, anche in virtù della vicinanza del rio Mozzano, affluente dell’Aterno.

Rinvenuti, inoltre, circa 30 suini morti che giacevano in una sorta di cimitero all’area aperta costituito da due fosse comuni senza nessun presidio di protezione sanitaria e ambientale e senza le prescritte certificazioni veterinarie dirette a determinare le cause dei decessi e le prescrizioni per lo smaltimento. Su richiesta sono intervenuti addetti del Servizio veterinario Asl che si sono riservati di approfondire ulteriori aspetti sanitari collegati alle carogne abbandonate.

Denunce e multe anche per alcuni cavalli lasciati allo stato brado nel parco Gran Sasso- Laga.

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