Malata d’amore, l’evasione è perdonata

Il giudice assolve la stalker di Corfinio, ma per lei disposti due anni di libertà vigilata
SULMONA. Era evasa dagli arresti domiciliari perché non riusciva a stare lontana dall’uomo che amava.
Un amore morboso, secondo quanto venne accertato dalla Procura.
Ma il giudice del tribunale di Sulmona l’ha assolta perché «vittima di una mania compulsiva».
La donna, una quarantenne di Corfinio, era stata denunciata per stalking proprio dall’uomo che lei amava. Un amore non corrisposto.
Secondo il giudice la donna non riusciva a stare lontana dall’uomo e questo stato d’animo l’avrebbe indotta a evadere dagli arresti domiciliari che stava scontando in seguito alle denunce.
I fatti risalgono all’estate scorsa quando la donna era stata arrestata in seguito alla violazione del divieto di avvicinamento all’uomo che, dopo alcuni appostamenti sotto casa e danneggiamenti da parte della quarantenne, aveva chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
La donna, difesa dall’avvocato Giovanni Mastrogiovanni, sebbene sia stata assolta, dovrà trascorrere due anni in libertà vigilata, perché ha rifiutato di seguire una terapia di cura.
Nei mesi scorsi, la magistratura aveva disposto per la donna la misura cautelare del braccialetto elettronico in quanto sorpresa più volte a violare i provvedimenti disposti per tenerla lontana dall’uomo.
Quest’ultimo ha accusato la donna di perseguitarlo con sms, visite non gradite sotto casa e ricostruzioni non veritiere, sui social network, della loro presunta storia d’amore. L’uomo, a suo dire, non avrebbe mai corrisposto il sentimento provato, invece, dalla 44enne.
Per la prima volta in Abruzzo era stata applicato il braccialetto elettronico a tutela di chi è vittima di stalking.
Solo che nel caso in questione nei confronti della donna è stata applicata una misura pensata proprio a tutela delle donne. (c.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

