Malata senza speranza, salvata a Sulmona

Per alcuni specialisti aveva un tumore inoperabile. L’équipe del dottor Tempesti le ha ridato la vita
SULMONA. Era tornata a casa senza speranze, dopo che i medici di un ospedale romano le avevano detto che per la sua malattia non c’era più nulla da fare. Poi la decisione di farsi visitare all’ospedale dell’Annunziata di Sulmona, col chirurgo che le dice di volerla operare. L’intervento, molto lungo e complicato, va a buon fine e la riporta alla vita.
La storia di una donna sulmonese, operata nel reparto di Chirurgia generale dell’Annunziata, diretto dal dottor Maurizio Tempesti, riaccende i riflettori sulle eccellenze dell’ospedale peligno. L’intervento, molto complesso e lungo, è stato eseguito da Tempesti e dalla sua équipe, composta da Maurizio Favoriti, Barbara Fascione e Aldo Russo.
La donna era arrivata in ospedale con una neoplasia gigante, che le comprimeva stomaco e pancreas, compromettendo le funzionalità digestive e epatiche. Ora sta bene ed è stata trasferita nel reparto di Oncologia dell’ospedale, diretto dal dottor Gaetano Saggio, per le terapie successive alle malattie tumorali dell’apparato digerente.
Sottolineano la valenza delle professionalità dell’Annunziata i responsabili del Tribunale per i diritti del malato. «La chirurgia pancreatica è spesso ritenuta realizzabile in pochi centri di riferimento», spiega Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tdm, «che costringono i pazienti a lunghe attese e grandi difficoltà di spostamento, per loro e per i loro cari. Troppi malati abruzzesi affrontano lunghi viaggi della speranza, nella convinzione che la patologia pancreatica possa essere trattata solo nell’Italia del Nord. E, invece, nell’ospedale di Sulmona, grazie all’esperienza in tale campo dell’équipe chirurgica e delle altre figure professionali coinvolte, si è dimostrato che l’alta chirurgia è un patrimonio personale dei chirurghi che sono in grado di effettuarla e che è realizzabile dovunque essi si trovino a operare, quando sono coadiuvati da collaboratori esperti e all’altezza del compito». La donna salvata non smetterà mai di ringraziare il dottor Tempesti e la sua équipe per averla fatta tornare alla vita, a dispetto di quello che le avevano detto altri specialisti.
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