Malato di tumore “bracca” l’assessore: noi senza rimborsi

L’uomo: aiuti per le cure bloccati da anni, farò l’elemosina? Paolucci promette: quanto prima stop commissariamento
AVEZZANO. La sua battaglia dura da anni. E l’altro giorno, per oltre un’ora, ha “braccato” l’assessore alla Sanità. Perché la Regione non rimborsa più i viaggi per le cure dei malati di tumore? La domanda che Silvio Di Berardino ha rivolto a Silvio Paolucci, rappresentante della giunta D’Alfonso. L’assessore ha promesso: «Mi impegnerò a uscire quanto prima dal commissariamento».
Silvio Di Berardino ha 61 anni ed è di Avezzano. Ha lavorato all’ex Ente Fucino e nel 2011 si è ammalato di tumore. Difficile andare avanti, pagare i viaggi affrontati tutti i giorni per curarsi e contemporaneamente mandare avanti la famiglia. Ha saputo dell’arrivo di Paolucci all’Hotel dei Marsi per una riunione politica con gli esponenti del Pd e a lui ha voluto rivolgere un disperato appello.
«Nel 2011 avevo un piccolo gruzzoletto di risparmi» ha detto Di Berardino «poi mi sono ammalato e ho dovuto spendere tutti i soldi per curarmi. Prima le chemio e poi le radio, all’Aquila». Avanti e indietro tutti i giorni: autostrada e carburante a spese proprie. Una legge regionale disciplina i rimborsi per i viaggi per i malati oncologici e i trapiantati ma la Sanità in Abruzzo è commissariata e quindi è tutto bloccato. «Cosa deve fare un malato?» ha domandato ancora a Paolucci «deve andare a chiedere elemosina?».
Nella discussione si sono introdotte anche Lucia D’Alò, assistente sociale in pensione, e un’impiegata della Asl. Il video si può vedere sul sito www.ilcentro.it.
«Conosco bene il problema» ha replicato Paolucci «i rimborsi sono bloccati e lo saranno fino a quando non sarà concluso il piano di rientro. È anche per questo che il mio impegno sarà uscire quanto prima dal commissariamento». Solo una promessa per Di Berardino, che alla fine si è tirato indietro tra lo sguardo dei politici presenti all’ingresso dell’hotel. «Oggi ci sono solo io» ha concluso «ma di persone malate, anche nella Marsica, ce ne sono tante altre. Non tutti possono sostenere le spese per raggiungere ogni giorno L’Aquila per fare chemioterapie e radio. Ad Avezzano il reparto di radioterapia non c’è. Oggi qui ho parlato anche per gli altri malati». (m.t.)
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