Malore per il nuovo presidente della Bcc

Giovannucci ricoverato all’Aquila, da poco nominato al posto del defunto Ciaglia
PRATOLA PELIGNA. È stato colto da malore, e ricoverato all’ospedale dell’Aquila, Elmo Giovannucci, neo presidente della Banca di Credito cooperativo di Pratola Peligna. Tanto spavento, ma per fortuna niente di grave anche se dovrà restare in ospedale ancora per qualche giorno. La nomina di Giovannucci, già vicepresidente vicario del consiglio di amministrazione dell’istituto di credito pratolano, è arrivata nei giorni scorsi dopo la morte improvvisa di Domenico Ciaglia, ai vertici della Bcc per un ventennio.
«La notizia del ricovero di Giovannucci» afferma il primo cittadino Antonio De Crescentiis «ha messo l’intero paese in apprensione, ma dopo lo spavento iniziale le sue condizioni di salute stanno via via migliorando. Pratola è ancora scossa dalla scomparsa del presidente Ciaglia, un uomo che lascia un vuoto incolmabile». E proprio per dare un segnale di continuità con l’attività svolta sul territorio da Ciaglia, il consiglio di amministrazione della Bcc ha eletto presidente Giovannucci. Il direttore generale Silvio Lancione si è fatto portavoce del cda e di tutti i dipendenti dell'istituto di credito.
«Sarà impegno di tutti noi» ha affermato «proseguire e far crescere sempre più la Bcc di Pratola Peligna nel segno della continuità». Giovannucci continuerà l'opera di Ciaglia che, negli anni, aveva rafforzato il legame tra il territorio e l'istituto di credito sostenendo anche iniziative e progetti mirati al rilancio dell’economia e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Un’eredità importante che il neo presidente e l'intero consiglio di amministrazione non manderanno dispersa.
«I suoi insegnamenti, le sue doti umane, intellettuali, oratorie» aggiunge il direttore generale della Bcc «e la sua nobiltà d’animo ci mancheranno, lasciando un vuoto incolmabile. Forte il suo legame con la Bcc la considerava una sua creatura che nel corso degli anni ha fatto crescere raggiungendo risultati eccellenti ed alla quale auspicava sempre maggiori successi».(c.b.)
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