Manager Asl: «Cose strane al Cup»

Esposto di Silveri alla Procura ipotizza soldi spariti e favoritismi sulle esenzioni
L’AQUILA. Sarà la magistratura a fare chiarezza sul Cup dei veleni. Il servizio – più volte assurto agli onori delle cronache non soltanto per le file chilometriche, ma anche per una serie di questioni inerenti all’organizzazione del lavoro e al personale – è finito al centro di un’indagine della Procura aquilana nata su impulso del manager Asl Giancarlo Silveri.
Il direttore generale ha messo per iscritto un anno fa, consegnando le carte alla Finanza, che sulla gestione dei ticket sanitari giravano «strane voci». Una di queste arriva a ipotizzare sparizioni di soldi destinati alle casse pubbliche. Un’altra parla di utilizzo improprio del meccanismo dei codici di esenzione, il che sarebbe andato a beneficio dei medesimi operatori del servizio, alcuni dei quali sarebbero arrivati a definirsi «disoccupati» pur di non pagare le prestazioni sanitarie. Un’altra ancora di favoritismi, vale a dire corsie preferenziali nella gestione di liste d’attesa, tra rinunce e inserimenti dell’ultimora. Fin qui le voci che sente Silveri, che le ha messe per iscritto, come spiega al Centro, «nell’ambito di un rapporto di collaborazione tra la Regione Abruzzo e la Guardia di Finanza. Ho chiesto», aggiunge ancora il manager Asl, «che venisse fatta chiarezza sulla gestione complessiva di un servizio appaltato non da me a una cooperativa di prestatori d’opera. Ho scritto sei righe un anno fa. Non conosco a che punto sia l’inchiesta».

