Manca il medico, chiuso l’ambulatorio

11 Aprile 2017

Colposcopia verrà sospesa dal 26 aprile. Protesta il Tribunale del malato. Il primario si difende

AVEZZANO. L’ambulatorio di colposcopia viene chiuso il 26 aprile e il primario Ruggeri chiarisce: «Non ci sono medici a disposizione e anche gli altri ambulatori sono a rischio». Mercoledì 26 aprile le donne che si rivolgeranno all’ospedale di Avezzano per sottoporsi a una colposcopia troveranno chiuso. Il Tribunale per la difesa del malato, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni da parte di pazienti marsicane, ha scritto una lettera alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila chiedendo delucidazioni su questa sospensione temporanea del servizio che di fatto non sarà attivo neanche martedì 25, festa della Liberazione, e giovedì 27, giorno in cui in città si celebra la Madonna di Pietraquaria. Per il primario del reparto di ostetricia e ginecologia, Giuseppe Ruggeri, l’esame eseguito principalmente per prevenire e diagnosticare precocemente tumori del collo dell’utero non è urgente e quindi l’ambulatorio può anche essere chiuso temporaneamente. «La nostra unità operativa, dal primo gennaio, ha perso un dirigente medico, a tutt’oggi non ancora sostituito, un altro dirigente ha un problema familiare urgente, per cui il 26 non ho a disposizione un medico per gli ambulatori», precisa Ruggeri, «inoltre l’esame di colposcopia non è un esame che riveste carattere di urgenza e la lista d’attesa non supera 10 giorni».

A rischio, sempre a causa della carenza di personale, ci sarebbero anche gli altri ambulatori. «Stiamo valutando la sospensione degli ambulatori di visite ed ecografie», conclude il primario, «perché il personale a disposizione riesce a malapena a garantire il servizio in reparto, in sala parto e in sala operatoria. Da gennaio abbiamo fatto tutti grandi sacrifici, rinunciando a giorni di ferie, riposi, corsi di aggiornamento, sperando in una soluzione al problema. Per lavorare in sicurezza e garantire un’assistenza adeguata alle pazienti siamo costretti a ridurre le attività».

Critico il responsabile del Tdm. «In sostanza», evidenzia Stefano Di Giuseppe, «sulla richiesta di chiarimento di un servizio sospeso il responsabile del settore ci annuncia che sarà costretto a ridurre anche altre attività ambulatoriali perché c’è carenza di personale. Siamo arrivati al punto che manca il personale per garantire i servizi minimi».

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