Manca il personale, Archivio di Stato in crisi

De Amicis: «La struttura rischia di chiudere i battenti. Il tutto nel disinteresse della politica locale»
L’AQUILA. L’Archivio di Stato dell’Aquila è sempre più in difficoltà per mancanza di personale. Pochi giorni fa, infatti, è andato in pensione un altro archivista. Lo denuncia in una nota Alfonso De Amicis che ha lavorato per 40 anni all’Archivio di Stato e che quindi è colui che conserva la memoria storica dei preziosi documenti che l’Archivio dell’Aquila conserva.
E la mancanza di personale ripropone il rischio chiusura finora “catalogato” come un’ipotesi, tanto che De Amicis si lancia in una provocazione: «Spostiamo tutto a Pescara, come qualcuno vorrebbe fare. L’Archivio di Stato dell’Aquila», sottolinea De Amicis, «è tra i più antichi e prestigiosi del sud Italia. È una di quelle istituzioni storiche dove il contenuto culturale unito alla sua consistenza viene subito dopo per importanza agli Archivi di Napoli e Palermo. Si tratta di chilometri di materiali: atti notarili, pergamene, l'Archivio civico aquilano, tutto il fondo sulla giustizia dalla Gran Corte Criminale fino agli atti del Vajont. Per non parlare dei Catasti, da quelli pre Onciari, Onciari, all Catasto Napoleonico fino al nuovo Catasto urbano e dei terreni. Centinaia di cittadini hanno attinto a quest’ultimi documenti per avere notizie sui propri immobili utili sia per la ricostruzione post sisma che per l’ecobonus. Una semplice constatazione: l’Archivio ha non solo un’utilità storica culturale ma questa è direttamente connessa a fattori economici e sociali. La storia come memoria e come strumento di pianificazione. È dal passato che noi possiamo programmare il futuro. Tuttavia pare che alla politica locale non interessa la sorte di un istituto che ha una così alta valenza storica e culturale». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

