Mancati incentivi agli infermieri, è protesta

Mobilitazione del sindacato Nursind, appello alla Regione per le problematiche dell’Asl provinciale
L’AQUILA. Un messaggio «forte e chiaro» ai vertici dell’Azienda sanitaria locale Avezzano-Sulmona-L’Aquila, ma anche un invito all’assessore regionale alla Sanità Nicolettà Verì e al direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo Claudio D’Amario, «a prendere provvedimenti in merito». Con questo obiettivo il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind ha inscenato ieri un sit-in alla Villa comunale, davanti all’Emiciclo, per richiamare l’attenzione sulle problematiche della categoria e sulle ripercussioni ai danni degli utenti. Sotto accusa, «la mancata risposta, da parte dell’Asl 1, sul pagamento degli incentivi 2019/20 e sul pagamento delle fasce maturate nell’anno 2020». Ma anche «diverse questioni», come sottolinea Milhem Chaled, esponente del Nursind, «che riguardano gravi problematiche sui diritti degli infermieri e dei pazienti, come le liste di attesa per la prima visita, con le prenotazioni del 2021 già chiuse in 5 o 6 reparti, o la “sparizione” del concorso per il personale infermieristico. Indetto con deliberazione 428 del 4 marzo 2020, non è stato mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale e non si sa che fine abbia fatto». Il Nursind chiede spiegazioni anche sul ruolo delle agenzie interinali nelle assunzioni e stigmatizza l’assenza di regolamenti per il trasferimento del personale all’interno dell’Asl. Altro problema sul tappeto quello della mensa e poi quello delle prestazioni aggiuntive legate all’emergenza Covid 19, «che fino ad ora», ha rimarcato Santilli, «ha prodotto solo complimenti e nulla più. Per tutti questi motivi il sindacato delle professioni infermieristiche ha deciso di intervenire pubblicamente di fronte all’Emiciclo, al fine di informare l’opinione pubblica e di far arrivare un messaggio forte e chiaro ai vertici della Asl provinciale aquilana, gli stessi che da tempo devono risposte importantissime a chi è impegnato in prima linea negli ospedali e alle loro famiglie». (r.s.)
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