Mancino letale e talento nei colpi di testa Ma è stato anche un apprezzato pittore
La carriera calcistica di Filippo Cannavacciolo sboccia all’Aquila dopo un infortunio al ginocchio nel corso di un provino con la Lazio. Con la maglia del club del capoluogo si fa conoscere e...
La carriera calcistica di Filippo Cannavacciolo sboccia all’Aquila dopo un infortunio al ginocchio nel corso di un provino con la Lazio. Con la maglia del club del capoluogo si fa conoscere e apprezzare da tutti. La fama di centravanti funambolico lo accompagna anche ad Avezzano. Con la Marsica è subito amore: è proprio un giornalista marsicano a soprannominarlo «un tiro, una fucilata, un gol», per rimarcare il suo mancino raffinato e letale. L’eleganza e la velocità del suo dribbling, oltre al talento nelle palle alte, viaggiano ancora nei ricordi di chi lo ha conosciuto. Grazie all’insegnamento, Cannavacciolo ha maturato conoscenze e competenze anche sotto l’aspetto atletico: con il figlio Fausto, docente e allenatore a Coverciano, ha scritto alcuni manuali sulle metodologie di allenamento. Sport ma anche arte. Cannavacciolo era molto apprezzato come pittore: grande successo, in particolare, ottenne una mostra con i suoi dipinti, allestita nel salone dell’istituto Fermi di Avezzano. Cannavacciolo ha rinunciato a diverse opportunità professionali fuori regione per restare con i suoi cari ad Avezzano.

