Mandibola bionica salva malato

Intervento da record nel reparto maxillo-facciale, impiantata al paziente una protesi al titanio
L’AQUILA. Metà mandibola “erosa” dal tumore, un intervento di reinnesto osseo fallito nel Lazio e poi l’approdo all’Aquila dove, con un mix di alta tecnologia e professionalità, gli è stata prima ricostruita in modo digitale la parte mancante e poi impiantata una protesi al titanio, perfettamente combaciante con la porzione anatomica originaria. Il complesso intervento chirurgico è stato portato a termine con successo, all’ospedale dell’Aquila, dall’équipe del professore Tommaso Cutilli, direttore del reparto maxillo-facciale, su un uomo di 49 anni.
«L’operazione», fa sapere l’Asl, «la prima nel genere in Abruzzo e una delle poche in Italia, è durata 4 ore ma è stata preceduta da un’accurata, lunga e meticolosa fase di studio che ha richiesto mesi. Il paziente, operato nelle settimane scorse al San Salvatore, è stato dimesso senza complicanze. L’operazione è stata resa possibile, oltreché dall’esperienza professionale degli specialisti, dalla sofisticata tecnologica (Custom Made) di cui dispone da tempo la maxillo-facciale. I medici aquilani hanno seguito la strada del reimpianto della protesi al titanio. Dopo una complessa fase, l’équipe chirurgica del reparto maxillo-facciale, composta dal professor Cutilli e dai dottori Ettore Lupi, Antonio Oliva, Desiderio Di Fabio e Secondo Scarsella, è entrata in sala operatoria dove ha portato a termine l’intervento di impianto della protesi dopo 4 ore. Lo staff è stato supportato dal dottor Patrizio Evangelista per l'assistenza anestesiologica e dal personale di sala operatoria Annalisa Lambiase e Roberta Centi.
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