Manifesto sull’ospedale: «Tagli della sinistra»

Veleni politici sul caso Umberto I: il centrodestra diffonde l’avviso a Tagliacozzo e dintorni, il Pd insorge
TAGLIACOZZO. È scontro aperto sulle responsabilità dei tagli all’ospedale di Tagliacozzo tanto che le forze di governo del centrodestra hanno pubblicato un manifesto che è stato affisso in tutti i comuni della Marsica occidentale in cui viene ricostruita la vicenda e nel quale si accollano tutte le colpe alla precedente amministrazione regionale. Una iniziativa che ha provocato le reazioni del centrosinistra oltre a quella del sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, che contestano la ricostruzione fatta nel manifesto. Secondo i 5 partiti firmatari del manifesto (FdI, Lega, FI, Noi moderati e Udc), furono Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci a convertire nel 2016 la struttura in Pta. «L’ospedale di Tagliacozzo è stato trasformato in Presidio territoriale (Pta) nel luglio 2016», dichiarano, «quando il sindaco era Vincenzo Giovagnorio, il presidente della Regione D’Alfonso e l’assessore alla Sanità Paolucci. Nel 2018 il centrosinistra approvò una delibera di giunta (la numero 824) in cui inserì in tabella C solo la dicitura Tagliacozzo, senza classificazione, ma fu privo di effetti e mai approvato dal ministero. Nel 2022 il Tavolo di monitoraggio considerò la Regione inadempiente per non aver ancora convertito in Pta il presidio di Tagliacozzo, così come stabilito dal decreto D’Alfonso/Paolucci. Il governo Marsilio», spiegano, «non solo ha confermato i reparti di riabilitazione, ma ha aggiunto 12 posti letto. É stata quindi l’amministrazione Marsilio a salvare l'ospedale». Dal centrosinistra arriva la replica di Paolucci: «Solo bugie da parte delle destre, Marsilio e i suoi continuano a fare propaganda con le menzogne, mentono sapendo di mentire: il dca 45 del 2010 firmato da Chiodi, con la Verì presidente Commissione Sanità, certifica la dismissione dei nosocomi abruzzesi da parte delle destre». Il sindaco di Tagliacozzo, chiamato in causa, «senza voler entrare nella melmosa diatriba partitica e senza voler andare a ritroso delle responsabilità», ha esortato ora il governo regionale a «porre rimedio agli sbagli fatti nel passato e a mantenere le promesse dei servizi, dei 12 posti letto in più, ma soprattutto del codice di presidio ministeriale». Nel frattempo crescono anche le preoccupazioni per la questione dei pronto soccorso di Tagliacozzo e Pescina, i cosiddetti Ppi, poiché nel nuovo Piano, quello approvato dal ministero, non se ne fa menzione da nessuna parte. (p.g.)
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