Manuel finì ancora vivo dentro il canale

San Benedetto dei Marsi, il 33enne è morto dopo la caduta. Esclusa l’ipotesi di violenza
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Non ci sono più dubbi, Manuel Di Nicola è finito nel canale quando era ancora vivo. Ma per poter stabilire l’esatta causa della morte, il secondo consulente nominato dalla procura si è riservato di conoscere gli esiti dell’esame tossicologico.
L’assenza di acqua nei polmoni, che aveva generato incertezze all’esito del primo esame autoptico, potrebbe essere correlata a uno stato di alterazione psico-fisica tale da non consentire di aspirare acqua oppure al fatto che nei canali del Fucino scorra acqua dolce. Tuttavia, prima di pronunciarsi il medico legale Cristian D’Ovidio vuole sapere se nel sangue del 33enne di San Benedetto dei Marsi vi fossero tracce di alcol o droga e nel caso in quale quantità. Intanto il docente di Medicina legale dell’Università D’Annunzio di Chieti ha risposto al quesito del magistrato, determinando che le lesioni riscontrate sul corpo dell’autotrasportatore escludono la dinamica da violenza esterna e sarebbero compatibili con la caduta. Esiti che, però, non hanno fugato i dubbi della famiglia assistita dall’avvocato Roberto Verdecchia. A completare il quadro a disposizione del pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato sarà la relazione del Ris che nei giorni scorsi ha ispezionato la Punto bianca di proprietà del suocero e a bordo della quale Manuel si era allontanato la sera della scomparsa. Al momento il magistrato non ha ancora firmato il nulla osta per la restituzione della salma. È trascorso quasi un mese da quando Manuel Di Nicola è stato ripescato senza vita nel canale della Cintarella a sei giorni dalla scomparsa. Aveva fatto perdere le sue tracce domenica 7 marzo, verso le 20.30, dopo una festa in famiglia per il battesimo del figlio di 9 mesi. Lascia anche la moglie Marianna Santilli. (f.d.m.)
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