Manufatti abusivi, scatta la demolizione

L’ordinanza riguarda una cabina in cemento accanto ai ripetitori, conto alla rovescia anche per altre costruzioni
AVEZZANO. Scatta l’ordinanza di demolizione per “la cabina stile mare” realizzata abusivamente nell’area della riserva del Salviano su un terreno demaniale. L’abuso edilizio in alta quota – la zona dei ripetitori in cima al monte Cimarani – scoperto un anno fa dal nucleo edilizia, ambiente e territorio della polizia locale guidato dal capitano Adriano Fedele, dovrà scomparire entro massimo 90 giorni. L’operazione dovrebbe fare da apripista ad altre ordinanze di smantellamento e ripristino dello stato dei luoghi per una decina di violazioni urbanistiche e ambientali individuate dalla polizia locale da oltre un anno a questa parte.
Scoperte, che oltre a sanzioni amministrative e denunce, hanno dato il disco verde all’avvio di iter amministrativi che dovrebbero chiudersi al più presto con le ordinanze dei dirigenti dei settori urbanistico e ambientale. L’ingiunzione della struttura strategica del Comune nei confronti di A.C. e di A.P. per lo smantellamento e ripristino dello stato dei luoghi in cima al monte Cimarani, dovrebbe essere solo l’inizio, e non ammette deroghe.
«In caso di inottemperanza», avverte il dirigente, Mauro Mariani, «l'ordinanza sarà eseguita dal Comune a spese in danno dei responsabili dell’abuso». E in caso di mancato rimborso, il Comune avvierà le procedure per la riscossione coattiva, con l’aggiunta di una sanzione supplementare variabile tra i 2.000 e i 20.000 euro. A oltre un anno dalla scoperta della polizia locale, quindi, per il manufatto abusivo nella riserva del monte Salviano scattano le procedure di demolizione.
La casetta in cemento, con tanto di porta sbarrata simile a quelle utilizzate dai bagnini nell’area costiera, fu scoperta dagli agenti nel corso di controlli a tutela dell’ambiente e del territorio disposti dal comandante, Luca Montanari. Quella presenza inconsueta nell’area montana fece scattare l’allerta e i successivi riscontri incrociati al settore urbanistica del Comune confermarono il sospetto degli agenti e fecero adottare le necessarie contromosse: nell’area fu piazzata una foto-trappola per individuare i responsabili e, pochi giorni dopo, l’operazione fu coronata da successo.
Il manufatto fu posto sotto sequestro, mentre scattarono sanzioni e una denuncia alla Procura della Repubblica. Ora, in attesa della fine del procedimento penale, il Comune ha ordinato la bonifica del primo sito.
È cominciato, quindi, il conto alla rovescia anche per gli altri casi in lista d’attesa: due abusi per costruzioni non in regola sono stati individuati tra la ferrovia Avezzano-Sora e la fascia di rispetto della riserva del Salviano (in zona con il vincolo idrogeologico); uno ad Antrosano (una costruzione su una strada del demanio), mentre altri quattro caso sono relativi a discariche nell’area del nucleo industriale (2). Infine un altro abuso è stato individuato a Caruscino e un altro tra la stazione ferroviaria e il piazzale Kennedy.
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