Manutenzione in ospedale Cgil: «Restano i 31 esuberi»

Il sindacato: «Intervenga la Regione Abruzzo. Basta precarietà nella sanità» Scontro con la Cisl che critica l’iniziativa: «No alle prese di posizione unilaterali»
L’AQUILA. Prosegue la mobilitazione dei lavoratori del servizio manutenzione della Asl dell’Aquila ma si rompe il fronte sindacale con lo scontro tra Cgil e Cisl.
LA VERTENZA. Trentuno degli 80 operai che si occupano della manutenzione degli impianti elettrici e termoidraulici nei presìdi ospedalieri della provincia dell'Aquila, assunti, attualmente, a tempo indeterminato, rischiano, a partire dal prossimo 1 ottobre, di ritrovarsi con un contratto a tempo a scadenza, poiché Antas, la società subentrata nella gestione del servizio dopo aver vinto la gara d'appalto indetta da Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, ha affermato di poter assicurare la continuità occupazionale di una parte soltanto della forza lavoro.
L’ASSEMBLEA. Le segreterie provinciali di Fillea, Filcams e Fiom Cgil, insieme al segretario provinciale Cgil Francesco Marrelli, hanno tenuto, all’esterno dell’ospedale, un’assemblea coi lavoratori, per informarli dell’esito dell’incontro avuto dal sindacato con i vertici di Antas il 1 settembre nella sede aquilana di Confindustria. Al sit-in è intervenuto anche il consigliere regionale Americo Di Benedetto. «Dal primo ottobre», affermano Luigi Antonetti, Elvira De Sanctis, Cristina Santella e Francesco Marrelli, «si concretizzerà la possibilità che 31 operai vengano messi alla porta o resi strutturalmente precari. Torniamo a chiedere all’Asl quale sia stata la convenienza dell’adesione alla convenzione Consip anche in termini di efficientamento e miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi. A noi risulta che l’unico risultato tangibile sarà quello della riduzione e precarizzazione del lavoro, dei diritti e delle tutele, con conseguenze poco prevedibili rispetto alla continuità del servizio. Chiediamo ad Asl e Regione la soluzione adeguata a garantire continuità lavorativa e salariale di tutti i lavoratori e crediamo nel contempo nella necessità dell’apertura di un confronto rispetto all’opportunità di avviare un processo di stabilizzazione e reinternalizzazione degli addetti».
SCONTRO CON LA CISL. La Cisl ha criticato, però, l’iniziativa presa della Cgil di indire un’assemblea coi lavoratori, così come la decisione di incontrare i vertici di Antas. «Ci chiediamo se questa scelta di fare le cose unilateralmente tenda a fare l’interesse dei lavoratori o sia uno zoppo tentativo di riacquistare visibilità e fare campagna elettorale», affermano Giampaolo Biondi e Antonello Tangredi. «È assurdo che dopo la proclamazione dello stato di agitazione del 24 agosto in prefettura e della proclamazione dello sciopero, maturata unitariamente e dopo aver tentato tutte le possibilità a livello sindacale per un tavolo congiunto con Asl e Antas, la Cgil faccia, da sola, l’incontro con Antas, nel quale si è scoperto ciò che già avevamo tutti, lavoratori e sindacati, denunciato un mese fa». Dall’Asl nessun commento.

