Marco, il traduttore ispirato da Polifemo

Lo studente del Liceo Classico Torlonia fa il pieno (100 su 100) alle Olimpiadi nella prova di latino
AVEZZANO. Si è piazzato al primo posto, ottenendo un risultato di 100/100. È Marco Ferrari, studente del III A al Liceo Classico Torlonia di Avezzano, che nella fase regionale delle Olimpiadi nzionali di lingue e civiltà classiche ha conseguito il massimo del punteggio nella prova di latino. Il prossimo appuntamento è a Roma dal 12 al 15 maggio per la fase successiva, quella finale, dove rappresenterà l'Abruzzo e potrà confrontarsi con tanti altri studenti che, come lui, condividono passione e talento.
Da dove è nata questa tua passione per le lingue antiche?
«È nata in modo piuttosto naturale. Sin da piccolo, mio padre mi raccontava continuamente la storia di Polifemo: è stata proprio questa, rimanendomi impressa, ad avermi accostato alle civiltà antiche».
Quali sono i valori, o anche i vantaggi, che hai tratto dallo studio del greco e del latino?
«I valori sono tutti quelli fondanti la società moderna e in generale la contemporaneità. Però sono stato mosso soprattutto dalle parole del filologo Luciano Canfora, quando dice che la ricerca storica è volta al bisogno di verità. E quindi proprio questo bisogno di verità è stato il valore più grande che ho acquisito dalle lingue classiche. Esse sono un elemento imprescindibile per tale ricerca storica».
Come descriveresti la tua esperienza in questa Olimpiade?
«È un ambiente diverso da quello che si vive a scuola, dove spesso si pensa più a raggiungere un buon risultato. Lì si era mossi solamente dalla passione. Vedere miei coetanei motivati dalla stessa volontà è stato positivo e stressante al tempo stesso, perché mi rendevo conto che c'erano persone altrettanto capaci».
Quale consiglio daresti a chi ha intenzione di accostarsi a questo tipo di studi?
«Di non considerare le lingue classiche come uno scopo, ma come un mezzo. Conoscere il greco e il latino non serve solo per sapere regole grammaticali o per tradurre, ma per prendere dagli autori ciò che ci è necessario per la ricerca della verità, che credo sia infinita. Si dovrebbero studiare per una crescita personale, per quella palestra intellettuale che è la logica. Ma più che altro lo studio delle lingue classiche ci lascia quel metodo che, più di qualunque altro, ci consente di approcciarci ad ogni tipo di scienza».
Carola D'Agostino
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