Marelli, allarme inquinamento La Regione: «Va fatta chiarezza»

Il Dipartimento: «Le attività di controllo eseguite nel 2020 hanno messo in luce violazioni e criticità» Quaresimale: «Gli operai devono lavorare in sicurezza». E l’azienda commissiona nuove analisi
SULMONA. Che tipo di emissioni sono state registrate alla Magneti Marelli? E quali provvedimenti sta prendendo l’azienda per far rientrare tutto nei parametri stabiliti dalla normativa vigente? Sono passati due mesi ormai da quando la Regione Abruzzo ha inviato la diffida allo stabilimento che si occupa di prodotti per l’industria automobilistica forniti a Fiat, Lancia e Jeep. A oggi, però, i 600 dipendenti ancora non hanno notizie su quanto sta accadendo. La nota inviata dal Dipartimento ambiente della Regione Abruzzo il 19 gennaio parla chiaro: «Le attività di controllo eseguite nel corso del 2020 hanno messo in luce violazioni e criticità di gestione relative alle emissioni in atmosfera. E, ancora, viene segnalato «il perdurare del mancato rispetto dei limiti di emissione relativamente all’effluente del post combustore, l’inosservanza dei limiti di emissione e il piano gestione solventi non correttamente eseguito».
Il sindacato, che ha scoperto la diffida sul sito della Regione Abruzzo senza essere informato preventivamente dall’azienda, ha chiesto più volte dei chiarimenti ai vertici del sito. Bisogna capire che tipo di emissioni ci sono e se i dipendenti sono in sicurezza. Dallo stabilimento, per ora, sono arrivate solo poche comunicazioni. L’ultima, in ordine di tempo, è quella che la verifica sulle emissioni è stata affidata al Politecnico di Milano. Alla Regione, infatti, dovrà essere fornita «una relazione dalla quale risulti l’andamento temporale dei livelli di emissione dagli impianti di Austempering (quelli per la produzione di getti in ghisa), la durata del ciclo di produzione e le condizioni che ne indicano l’inizio e il termine».
Ma su tempi e modalità nessuno parla. Nell’incontro della scorsa settimana i rappresentanti delle parti sociali hanno puntato sul fatto che «l’Arta ha scritto a chiare lettere nella diffida che oltre a sforare i limiti di emissioni previsti», ma soprattutto che l’azienda non ha tempestivamente segnalato l’inosservanza dei limiti di emissione relativamente all’impianto.
«L’azienda continua a minimizzare ma la situazione è preoccupante», ha ricordato Alfredo Fegatelli, segretario generale Fiom-Cigl, «la Regione ha dovuto chiedere alla Magneti Marelli di fornire la documentazione relativa alle emissioni. Se non hanno nulla da nascondere perché non ci danno questi documenti? Noi siamo preoccupati non per il futuro prossimo, cioè per il 2021 e parte del 2022, ma per il domani del sito che è messo a dura prova». In attesa dell’arrivo della relazione che dovrebbe essere stilata dagli esperti del Politecnico di Milano il dialogo tra azienda e parti sociali è fermo. La Fiom ha denunciato in una nota «l’esclusione di quasi tutti i processi di controllo qualità in linea, esclusione sempre in favore dell’aumento di produzione, con conseguente perdita di qualità» e aspetta di avere delle risposte concrete che però sembrano non arrivare per il momento. Intanto, dalla Regione anche l’assessore Pietro Quaresimale è pronto a scendere in campo per tutelare i 600 dipendenti. «Da parte della Regione Abruzzo», ha commentato l’assessore regionale al Lavoro, Pietro Quaresimale, «verranno adottate tutte le misure del caso per fare in modo che gli operatori dell'azienda possano lavorare in sicurezza».
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