Marelli, c’è allarme per gli esuberi

6 Aprile 2023

Dieci posti a rischio, i sindacati chiedono un incontro coi vertici dell’azienda

SULMONA. Le organizzazioni sindacali bussano alla porta dell’azienda e chiedono un incontro urgente ai vertici del sito. La situazione della Magneti Marelli di Sulmona è poco chiara. Oltre 400 dei 650 dipendenti dello stabilimento dove si producono componenti per l’automotive sono in contratto di solidarietà fino a fine anno. L’azienda alla luce degli esuberi ha dato la possibilità a 400 dipendenti in tutta Italia, di cui dieci a Sulmona, di lasciare prima il posto di lavoro, tramite un incentivo, ma non si è fatto ancora avanti nessuno e per questo è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo. «Chiediamo un incontro urgente e l’attivazione di un tavolo di monitoraggio e salvaguardia all’assessorato alle Attività produttive della Regione in merito alla situazione dello stabilimento di Sulmona», hanno precisato Giampaolo Biondi (Fim-Cisl), Elvira De Sanctis (Fiom-Cgil), Michele Paliani (Uilm-Uil), Domenico Amiconi (Uglm) e le rsa di stabilimento, «nel corso degli ultimi anni lo stabilimento di Sulmona ha perso circa 100 dipendenti e un cospicuo numero di lavoratori in somministrazione. Nonostante la riduzione della forza lavoro le attuali commesse non riescono a saturare l’organico, infatti lo stabilimento di Sulmona assiste da anni a un cronico ricorso agli ammortizzatori sociali». Ciò che preoccupa le organizzazioni sindacali è la situazione del mercato che continua a essere critica e quindi il crollo delle commesse. «A causa di un complessivo peggioramento del mercato», hanno continuato gli esponenti delle varie sigle sindacali, «ad appena un anno di distanza dall’ultimo piano di ristrutturazione, l’azienda ha informato di dover avviare un ulteriore piano di riorganizzazione con annessa dichiarazione di 400 esuberi, di cui 10 a Sulmona. Il 31 marzo abbiamo ricevuto la comunicazione relativa alla procedura territoriale di licenziamento collettivo. Sebbene il piano di riorganizzazione preveda anche investimenti, esso destina allo stabilimento di Sulmona una somma esigua, potenziale segnale di scarse prospettive per questo sito». (e.b.)
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