Marelli, cancelli chiusi fino al 13 maggio

21 Marzo 2020

Attivata la cassa integrazione per tutti i 571 dipendenti dello stabilimento. La decisione condivisa dai sindacati

SULMONA. La Magneti Marelli prolunga la chiusura dello stabilimento sulmonese fino al 13 maggio prossimo. Una decisione assunta dal Gruppo a causa dell’attuale emergenza sanitaria. Di conseguenza nello stabilimento sarà attivata la cassa integrazione per tutti i 571 lavoratori (511 operai e 60 amministrativi).
«Comunichiamo che la Marelli Suspension Systems deve procedere alla sospensione temporanea dell’attività lavorativa fino al 13 maggio del personale dello stabilimento di Sulmona con richiesta d’intervento del trattamento dell’integrazione salariale a favore dei lavoratori sospesi», scrive l’azienda in una nota ai sindacati. «La causa di tale sospensione è da ascriversi all’attuale emergenza epidemiologica coronavirus. Per il suddetto periodo sono interessati alla sospensione tutti i 571 lavoratori, 511 operai e 60 impiegati dello stabilimento di Sulmona». Non è escluso, però, che per il collegamento a doppio filo con Sevel (che dovrebbe restare chiusa fino a fine mese) tornino al lavoro una ventina di operai. Un rientro che, per le segreterie provinciali di Fim,Fiom, Uilm e Ugl, va fatto a rotazione.
«Nel suddetto periodo o in parti di esso potrà essere comandato al lavoro il personale necessario in relazione a eventuali specifiche esigenze tecniche, organizzative e produttive aziendali anche connesse alla situazione emergenziale in atto, nonché alla salvaguardia degli impianti», aggiunge l’azienda. «Tale personale riceverà da parte aziendale comunicazione individuale». La scelta aziendale si lega alla riduzione della domanda e all’inasprirsi delle misure di sicurezza in tutta Europa. «Alla luce della riduzione della domanda da parte dei clienti, del rafforzamento delle misure da parte dei governi in Europa e con l’obiettivo di continuare ad assicurare la tutela dei dipendenti, Marelli ha deciso di sospendere temporaneamente le attività produttive anche nella maggior parte dei propri stabilimenti europei», spiega da Milano l’ufficio stampa dell’azienda. «L’interruzione della produzione è stata già disposta, con l’eccezione di alcuni casi locali in cui le attività continueranno a regime ridotto». La questione è stata al centro di una lunga teleconferenza ieri pomeriggio tra azienda e sindacati, in cui è tornato il sereno, con le parti sociali, che hanno ritirato iniziative di protesta, inviti a non andare a lavoro e scioperi grazie all’accordo di 9 settimane di cassa integrazione speciale per il coronavirus.
«Lo stop di tutti i principali clienti europei ha difatto causato la sospensione delle attività produttive nonché un calo in quelle di staff», spiegano le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr. «Nel momento in cui uno o più clienti ripartiranno, riprenderanno anche le attività produttive negli stabilimenti Marelli interessati e naturalmente il lavoro dovrà svolgersi in modo assolutamente rispettoso delle misure sanitarie previste dal protocollo condiviso tra governo e parti sociali. Abbiamo condiviso con Marelli la necessità di aprire, per un periodo massimo di nove settimane, la cassa integrazione speciale per Covid-19, introdotta dal decreto Cura Italia».
Grazie all’accordo raggiunto, quindi, vengono sospese le proteste in atto. «In virtù di tale intesa le Rsa e Rls di Fim e Uilm dichiarano sospeso, con effetto immediato, l’invito all’astensione dal lavoro del 16 marzo scorso», aggiungono i sindacati.
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