Marelli, frenata sulla cessione: gruppo indiano come sponsor

Confronto tra i sindacati e l’azienda dell’automotive per fare chiarezza sulle voci di una vendita Motherson può entrare nel capitale da investitore. Timori legati ai rincari delle materie prime
SULMONA. Un processo di ristrutturazione del debito con le banche giapponesi alla base della diffusione di notizie su una cessione della Magneti Marelli al gruppo indiano Motherson. Un possibile, ennesimo cambio di casacca per lo storico gruppo dell’automotive che aveva fatto preoccupare i 650 dipendenti dello stabilimento di Sulmona, ma che per ora sembra essere stato messo in panchina proprio dalla stessa azienda. Subito dopo la diffusione, nelle scorse settimane, dell’indiscrezione che il gruppo indiano fosse prossimo a rilevare la società nata nel 2019 dall’integrazione tra Marelli, storica azienda parte di Fca (ora Stellantis), e la giapponese Calsonic Kansei (entrambe di Kkr), i sindacati avevano chiesto di fare chiarezza. In un vertice che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma la direzione aziendale ha spiegato come stanno le cose, non chiudendo però del tutto la porta a future collaborazioni con il gruppo indiano dell’automotive. «A detta della direzione aziendale, il punto di partenza è che Kkr, fondo proprietario di Marelli, ha iniziato un processo di ristrutturazione del debito con le banche giapponesi», hanno spiegato dalle segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uil-Uilm, Fismic, Ugim e Aqcfr, «nell’ambito di questo processo è previsto l’ingresso di sponsor per il rifinanziamento della società, dunque anche di eventuali investitori che possano entrare nel capitale. Parallelamente si può affermare che in effetti con Motherson sussistono da tempo delle joint venture (associazione temporanee di imprese) e una nuova è stata avviata più di recente, ma al momento non c’è nulla di più. Entro giugno in ogni caso il processo di ristrutturazione del debito, nonché quindi l’eventuale coinvolgimento di partner, dovrebbe prevedibilmente essere concluso». Le rassicurazioni su quanto sta accadendo non hanno di certo tranquillizzato le organizzazioni sindacali che hanno chiesto di essere informati passo dopo passo su eventuali novità. In passato Motherson Group aveva siglato accordi proprio in India con Magneti Marelli per la produzione di sospensioni, illuminazione automobilistica e sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria. Se questa collaborazione si potrà espandere nessuno per ora lo sa.
I sindacati hanno chiarito che «il futuro di Marelli risente del difficile contesto del settore automotive, colpito prima dalle chiusure causate dalla pandemia e poi dalla crisi degli approvvigionamenti e dal rincaro delle materie prime». Bisognerà quindi attendere ancora per avere un quadro più delineato della situazione e capire se per lo stabilimento di Sulmona ci sarà un futuro più roseo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

