Marelli, il caso in Parlamento: botta e risposta sui 100 esuberi

In Aula i rischi per lo stabilimento di Sulmona. Fina (Pd): «Insoddisfatti delle risposte del governo» Di Girolamo (M5S): «Preoccupazione per il territorio». La replica: «Tuteliamo l’intero settore»
SULMONA. Il governo prende posizione sulla Marelli di Sulmona, ma non si esprime in merito ai 100 esuberi del 2024. Continua a essere avvolto da una nebbia fitta il futuro dello stabilimento del nucleo industriale di Sulmona, dove si produce componentistica per l’automotive. Dopo l’annuncio della riduzione da 135 a 100 esuberi per il prossimo anno, la politica è scesa in campo per avere delle risposte che però non sono arrivate. «La risposta del governo non ci soddisfa», ha precisato il senatore Michele Fina (Pd) alla luce della risposta della sottosegretaria alle Imprese e Made in Italy, Fausta Bergamotto, all’interrogazione da lui presentata dopo le proteste di luglio scorso. «Continueremo a seguire la questione per tenere alta l’attenzione», sostiene il senatore. Per Fina la riduzione del numero degli esuberi e la revoca dei contratti di solidarietà a 480 dei 650 dipendenti per gestire la maxi commessa di Stellantis Europe di Atessa (ex Sevel) che deve produrre 1.180 Ducato al giorno sono «notizie apparentemente positive ma che non devono far abbassare la guardia. I dati positivi di questi giorni sull’occupazione sono determinati da periodi di recupero che sono stati caratterizzati da risparmi, né può rassicurare l’annuncio di presunte nuove produzioni visto che non vi è chiarezza e che queste sconterebbero la grave carenza di manutenzione dello stabilimento peligno. Nel corso dello sciopero del 10 luglio ero ai cancelli della fabbrica e ho avuto modo di ascoltare le lavoratrici e i lavoratori, ma non c’erano esponenti del governo e della maggioranza». Preoccupazione è stata espressa anche dalla senatrice Gabriella Di Girolamo (M5S) secondo la quale «è il futuro che da sempre preoccupa i tanti lavoratori della Marelli di Sulmona, e di futuro il governo non ha affatto parlato nella sua risposta. Il settore è di fondamentale importanza per la tenuta socio-economica abruzzese e lo stabilimento di Sulmona lo è per la Valle Peligna e per l’intera regione. Continuerò a fare la mia parte e mi adopererò con tutti i mezzi a mia disposizione, come fatto finora, per tenere alta l’attenzione sulla questione». Positivo il quadro, invece, per i senatori di Fratelli d'Italia Etelwardo Sigismondi e Guido Quintino Liris secondo i quali «il governo Meloni e il ministro Urso stanno lavorando con determinazione sul settore dell’automotive, con risultati che iniziano a essere tangibili su tutto il territorio nazionale, alla Marelli sono finiti i contratti di solidarietà ma la tutela dei lavoratori rimane una nostra priorità e del governo e, infatti, ci assicureremo che la produzione, e il suo rilancio, sia senza esitazioni perché crediamo che il settore dell’automotive sia centrale in Abruzzo e ne rappresenta una importantissima risorsa economica ed occupazionale».
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