Marelli, incentivi per chi va via. A livello nazionale previste 400 uscite

Nello stabilimento sulmonese preoccupa la capacità produttiva al 55%. I sindacati firmano l'accordo per il passaggio al contratto nazionale con incrementi salariali
SULMONA. Magneti Marelli apre l’esodo per i lavoratori che vogliono lasciare il sito e per lo stabilimento di Sulmona conferma una saturazione del 55%. La crisi dell’automotive continua a preoccupare l’Abruzzo.
L’andamento altalenante della Sevel di Atessa condiziona anche la fabbrica di Sulmona dove oltre 400 dei 650 dipendenti sono in contratto di solidarietà. La capacità produttiva è al 55% e per questo si continueranno a utilizzare gli ammortizzatori sociali fino a fine anno. Secondo le organizzazioni sindacali questo è il dato che preoccupa di più e per il quale presto bisognerà aprire un confronto.
«L’incentivo all’esodo è sicuramente positivo e può essere utilizzato da chi ha scelto di andare via prima», ha commentato Giampaolo Biondi della Fim-Cisl Abruzzo-Molise, «ma il dato significativo è quello relativo alla saturazione del sito. L’andamento dei semiconduttori è sempre più critico e il mercato dell’automotive ha avuto un brutto scossone. Siamo sempre fiduciosi che possa esserci una ripresa, ma purtroppo siamo anche realisti e sappiamo bene che nulla è garantito. Se qualcuno vorrà approfittare dell’incentivo all’esodo potrà farlo, ma è chiaro che su Sulmona se ci saranno uscite corpose chiederemo di rivedere la gestione degli ammortizzatori sociali».
A livello nazionale Magneti Marelli ha chiesto una ulteriore riduzione di personale di 400 persone, di cui 310 impiegati e 90 operai indiretti. Sugli esuberi è stato raggiunto un accordo con Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr che esclude i licenziamenti e prevede per le persone vicine alla pensione per due anni il 90% della retribuzione insieme alla Naspi e gli altri due anni l’80% della retribuzione più l’equivalente dei contributi da versare. Per chi non raggiunge la pensione l’incentivo sarà da 35 a 39 anni 12 mensilità, tra 40 e 49 anni 24 mensilità, tra 50 e 54 anni 30 mensilità, e da 55 in su 36 mensilità; a queste cifre si aggiungono, per chi esce entro il 31 maggio, 20mila euro fino a 49 anni e 30mila euro da 50 anni in su.
«Abbiamo una difficoltà oggettiva su Magneti Marelli e il problema si protrae ormai da diverso tempo», ha spiegato Michele Paliani, segretario territoriale di Uilm-Uil L’Aquila Teramo, «la criticità è legata alle commesse che non permettono a tutti i lavoratori e le lavoratrici di essere occupati. In questo periodo sono attivi i contratti di solidarietà, ma ciò non esclude che se qualcuno vuole utilizzare l’incentivo per lasciare l’azienda potrà farlo. È chiaro che le difficoltà non verranno risolte con alcuni dipendenti che andranno via. La problematica è seria e persiste ormai da troppo tempo, lo stabilimento è datato e ha bisogno di interventi. Come sindacato saremo, come sempre, pronti a vigilare su tutto».
Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR hanno firmato un accordo per il passaggio della Marelli dal contratto specifico al contratto nazionale di lavoro. L'accordo prevede che i lavoratori avranno a partire dal primo aprile un incremento del +6,5%, pari a 110,95 euro mensili per la prima area professionale, 119,07 per la seconda e 146,13 per la terza. Alle retribuzioni base si aggiungono le una tantum di 320 euro a marzo e di 200 euro a luglio.
Quando ci sarà il definitivo passaggio al contratto nazionale di lavoro con l'entrata in vigore della relativa paga base, prevedibilmente più bassa - spiegano i sindacati - il differenziale sarà inserito strutturalmente nella voce salariale "elemento specifico di Marelli".
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