Marelli, rientra l’allarme occupazione

23 Ottobre 2017

Fim, Uilm e Uglm rassicurati dall’azienda: «Nessuna riduzione di personale, chi vuole può usufruire di esodi incentivati

SULMONA. Nessun allarme sulla riduzione del personale e sui richiami che stanno partendo in questi giorni all’interno della Magneti Marelli. Sono Fim-Cisl, Uilm-Uil e Uglm a buttare acqua sul fuoco delle polemiche scoppiate nello stabilimento della zona industriale. I rappresentanti sindacali delle tre sigle che hanno firmato l’accordo separato, dopo aver partecipato a un incontro con i vertici dell’azienda, ridimensionano i segnali di allarme sul presente e sul futuro della Magneti Marelli di Sulmona.
«L’azienda non sta portando avanti, e non ha intenzione di farlo, nessuna politica di riduzione del personale», affermano i rappresentanti di Fim, Uilm e Uglm. «Le attuali richieste di disponibilità all’esodo rientrano nel normale utilizzo di incentivazione usato in ogni realtà produttiva allo scopo di favorire i lavoratori che ne vogliono usufruire a titolo personale o per problematiche specifiche».
Durante il confronto sono stati trattati i temi degli incentivi all’esodo, i livelli occupazionali e il piano industriale. «L’azienda non prevede nell’immediato di aver bisogno di ridimensionare gli attuali livelli occupazionali», aggiungono i sindacalisti, «anzi in prospettiva arriva a ipotizzare la necessità di un potenziamento». La fabbrica sulmonese, che produce il 75 per cento dei suoi volumi produttivi per la Sevel di Atessa, conta 636 dipendenti. Altri 60 saranno assunti a tempo determinato per stare al passo col protocollo d’intesa siglato dal ministero dello Sviluppo economico, dalle Regioni Piemonte, Campania e Abruzzo e dalla Provincia di Trento con Fca (ex Fiat) e Centro ricerche Fiat. Il protocollo prevede un investimento in ricerca e sviluppo di oltre 150 milioni di euro, la maggior parte dei quali stanziati da Fca, per sostenere la competitività del settore automotive italiano.
«L’azienda ha confermato la centralità del nostro sito produttivo nel gruppo come leader della Sistemi Sospensioni, rivendicando i 5 milioni di investimento fatti su Sulmona» aggiungono Fim, Uilm e Uglm, «tant’è che, secondo i vertici aziendali, la quotazione Marelli in Borsa comporta tempi lunghi e come disposizione di legge le maestranze dovranno essere subito informate».
Dunque, anche l’eventuale cessione della Magneti Marelli da parte di Fca (Fiat Chrysler Automibiles) non dovrebbe comportare problemi sul sito sulmonese. Anzi, secondo i sindacati di categoria, non è da escludere la possibilità di un qualche effetto benefico. (f.p.)
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