Marelli, sarà un autunno caldo Tensione tra azienda e sindacati

1 Settembre 2022

Lo stabilimento soffre i blocchi della Sevel, ma rsa contrarie agli ammortizzatori del decreto Ucraina Cisl, Uil e Ugl: accordo sottoscritto per senso di responsabilità, ora un confronto per rivedere i turni

SULMONA. Il crollo del settore dell’automotive e i continui fermi produttivi della Sevel di Atessa mettono a dura prova la Magneti Marelli. Sono ormai mesi che nell’azienda di Sulmona, dove si producono componenti per il settore automobilistico, il lavoro procede a singhiozzo. Dopo mesi e mesi di cassa integrazione e Covid, ora l’azienda ha deciso di far ricorso anche agli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Ucraina, dando così il benvenuto a un autunno che si prospetta molto caldo. Le organizzazioni sindacali, infatti, hanno già espresso parere negativo su queste ulteriori settimane di cassa integrazione, che interesseranno 467 su 650 dipendenti del sito industriale fino alla fine dell’anno.
«A tutelare i lavoratori ci pensano sempre gli altri?», si sono chiesti Giampaolo Biondi (Fim-Cisl), Michele Paliani (Uilm-Uil), Domenico Amiconi (Uglm-Ugl) e le rsa di stabilimento, «è stato espletato con la sola sottoscrizione da parte delle nostre organizzazioni sindacali e dell’azienda, l’esame congiunto per il ricorso del sostegno al reddito delle lavoratrici e dei lavoratori utilizzando la cassa integrazione del “decreto Ucraina” per il periodo dal 5 settembre al 31 dicembre. Se a tutelare i lavoratori ci pensano sempre gli altri, noi, con senso di responsabilità per garantire l’anticipo della cassa integrazione e non lasciare i lavoratori senza reddito, in continuità con quanto fatto fino a ora abbiamo firmato».
Il ricorso agli ammortizzatori sociali è stato necessario per gestire i continui fermi produttivi di Sevel, principale cliente di Magneti Marelli. Nel sito di Atessa, a causa della mancanza di componenti per la produzione del furgone Ducato, la produzione procede a singhiozzo. Da ieri tutti sono fermi per la carenza di pezzi e si tornerà al lavoro lunedì.
«È giusto ricordare a tutti che ci sono regole e regolamenti normativi che vanno rispettati e dove non si può aggiungere quello che si vuole», hanno continuato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, «ci sono regole e regolamenti contrattuali che prevedono le commissioni, dove si discutono tematiche relative alla turistica e all’organizzazione del lavoro. Per fare questo, però, bisogna firmare i contratti e partecipare, secondo regole e normative, se si vogliono davvero tutelare i lavoratori. Da tempo abbiamo chiesto, nelle commissioni la possibilità di poter rivedere la turnistica, ci è stata confermata dall’azienda la disponibilità per un confronto, sempre all’interno delle commissioni per un’analisi approfondita sul tema, fermo restando che il nostro obbiettivo rimane quello di garantire la minima perdita salariale a tutti, in attesa e con la speranza che il mercato, e di conseguenza il cliente, possa tornare ai ritmi pre Covid».