Marelli, scatta la mobilitazione: appello dei sindacati al governo

I 135 esuberi preoccupano la Valle Peligna. I lavoratori: «Stato e Regione si interessino della vertenza» Fina, Pietrucci e Scoccia: «Serve attenzione da parte delle istituzioni sul settore dell’automotive»
SULMONA. I 135 esuberi annunciati alla Magneti Marelli per il 2024 preoccupano l’intero territorio. Dopo l’annuncio dato lunedì durante lo sciopero che si è svolto davanti ai cancelli della fabbrica di Sulmona, ci si è subito attivati per cercare di fronteggiare questa emorragia di posti di lavoro deleteria per la Valle Peligna. I sindacati hanno rassicurato i dipendenti annunciando subito una mobilitazione. La preoccupazione però è tanta. Il senatore Michele Fina (Pd) oggi depositerà un'interrogazione al governo su futuro della Magneti - Marelli. L’atto doveva essere presentato ieri ma per ragioni tecniche è slittato di un giorno. «Oggi (ieri per chi legge) abbiamo già condiviso il merito raccogliendo le preoccupazioni del mondo sindacale», ha evidenziato il senatore Fina che lunedì ha preso parte anche alla manifestazione fuori dai cancelli della fabbrica di Sulmona, «l’interrogazione è rivolta al ministro delle Imprese e del Made in Italy: su questa e su altre vertenze nella nostra Regione, in generale per quanto riguarda un settore strategico come l’automotive, è necessaria la massima attenzione istituzionale. Invece il governo e la Regione non stanno facendo abbastanza». Anche la consigliera regionale, Marianna Scoccia, a margine della protesta dell’80% dei dipendenti dell’azienda che produce componentistica per l’automotive, ha deciso di chiedere alla Regione Abruzzo, insieme al collega del Pd Pierpaolo Pietrucci, un maggiore impegno per il sito della Magneti Marelli. «La preoccupazione è forte seppur ci sono ancora ammortizzatori sociali da usare e quindi i licenziamenti coatti non ci saranno», ha spiegato Michele Paliani, segretario generale Uilm - Uil L’Aquila - Teramo, «per quest’anno sono previsti 90 esuberi che diventeranno 135 il prossimo anno, nel 2024. Su questa dichiarazione, che ormai è diventata ufficiale, abbiamo già espresso la nostra preoccupazione perché il sito, se gli esuberi verranno confermato, scenderebbe sotto le 400 unità. A nostro avviso c’è anche la partita di Sevel da prendere in considerazione che rischia di abbassare ulteriormente le commesse e quindi mettere ancora più in difficoltà la Magneti Marelli». Paliani, a nome di tutte le organizzazioni sindacali che da mesi si stanno mobilitando per il futuro dello stabilimento di Sulmona, è certo che serve l'intervento del governo. «Ci sono otto milioni di euro di investimento per il settore dell’automotive, cinque sono stati utilizzati, ne restano tre che a nostro avviso devono arrivare alla Marelli Italia e quindi anche a Sulmona», ha concluso il rappresentante sindacale, «le istituzioni, e in particolare il governo nazionale e il governo regionale, devono interessarsi a questa vertenza».
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