Mariani: è aumentata la pressione sul sistema sanitario marsicano

La responsabile di Malattie infettive dell’ospedale: «Qui anche persone di 40 anni, casi sempre più gravi» Chiusa la scuola dell’infanzia in via De Gasperi dopo la positività di tre bambini: scatta la quarantena
AVEZZANO. Cresce la pressione sul sistema sanitario marsicano che, con l’aumento dei contagi, torna in emergenza. Un appello al senso di responsabilità arriva dal direttore del reparto di Malattie infettive di Avezzano, la dottoressa Rinalda Mariani. A Malattie infettive si è stati costretti ad attivare il “reparto 2” e il “reparto 3”, tutti al limite e in sofferenza. Mariani chiede più controlli per evitare assembramenti e quindi il propagarsi del virus. Una presa di posizione assunta nei giorni scorsi sul Centro anche dal primario di Rianimazione dell’ospedale dell’Aquila, Franco Marinangeli. Perché anche al San Salvatore, secondo il primario, la situazione è difficile.
NUMERI DELL’EMERGENZA. Ieri ad Avezzano c’erano 34 persone ricoverate: 15 nel reparto di Malattie infettive 3, nove nel secondo reparto e dieci in Malattie infettive 1. «Si tratta di pazienti abbastanza gravi», afferma la dottoressa Mariani, «riusciamo ad assorbire ancora pazienti perché usufruiamo del turnover dell’ospedale di Tagliacozzo, una valvola di sfogo per il nostro sistema. I pazienti che sono in condizioni più stabili li trasferiamo all’Umberto I. Ma tutto questo comincia a non bastare più».
«PIÙ CONTROLLI». «La situazione incredibile», riprende Mariani, «è che dopo un anno le persone non hanno capito ancora quali sono i comportamenti da adottare. Forse servirebbero più controlli, ma non solo sui ragazzi... A volte sono proprio gli adulti a dare il cattivo esempio. Arrivano pazienti sempre più gravi e anche l’età media si sta abbassando. Giovanissimi non ne abbiamo in reparto, ma dai 40 anni sì. Bisogna assolutamente seguire le regole, avere senso di responsabilità. È un anno che, anche per colpa di chi non rispetta le regole, noi corriamo senza sosta in situazioni molto complesse».
IL PERSONALE. Migliorano le cose rispetto al mese di novembre, quando alla base dell’emergenza c’era anche la carenza di personale. Il reparto, suddiviso in tre aree, può contare solo su 5 medici. Per quanto riguarda il personale infermieristico e operatori socio sanitari, invece, la situazione è migliore. Rispetto alla seconda ondata, quando ci fu anche l’intervento della Uil per chiedere un cambio di marcia per far fronte alle carenza, l’organico è quasi al completo.
NUOVI POSTI. Un aiuto alla situazione di emergenza potrebbe arrivare dai nuovi posti di Terapia sub intensiva. Come anticipato dal manager della Asl, Roberto Testa, il 6 aprile alle ore 11 ci sarà l’inaugurazione dei 6 posti di terapia sub-intensiva all’interno dell’ospedale di Avezzano. «Grazie al lavoro costante e all’ascolto degli amministratori locali, la Regione potrà fornire ai cittadini di Avezzano e della Marsica tutta quelle garanzie in ambito sanitario che apparivano non solo come auspicabili ma anche doverose», afferma il consigliere regionale e presidente della Commissione sanità, Mario Quaglieri (Fratelli d’Italia), «per chi, come me, vive e rappresenta tutto il territorio marsicano, poter annunciare l’inaugurazione di 6 posti di terapia sub-intensiva all’interno dell’ospedale di Avezzano è un motivo di orgoglio, ma non solo: è la realizzazione del continuo lavoro di ascolto e collaborazione con gli amministratori marsicani, che tramite la loro indispensabile opera di sollecitazione e confronto hanno contribuito affinché si addivenisse ad un risultato positivo. Un ringraziamento va all’operato del presidente Marco Marsilio e del manager Testa, grazie ai quali oggi si può finalmente dare questa notizia positiva ai cittadini».
TERAPIA INTENSIVA. Quello che manca sono i posti di Terapia intensiva. Mente la sub intensiva è arrivata con 2 mesi di ritardo – doveva essere aperta a febbraio, tanto che anche il presidente Marsilio aveva duramente contestato i ritardi alla Asl – per l’intensiva non si ha una data certa. Il reparto potrebbe infatti essere disponibile quando l’ondata di coronavirus sarà già passata o agli sgoccioli. Si parla infatti di altri due mesi, prima che i 10 posti letto siano disponibili. Tanto è il tempo che richiede la ristrutturazione della vecchia Rianimazione. Tutto doveva essere pronto ad aprile. Il reparto, una volta completato, disporrà di una struttura all’avanguardia, con accessi separati per pazienti Covid, a cui si affiancherà, nella gestione dei malati, l’area sub intensiva che si trova invece nell’ala est. Gli interventi hanno un costo di 1 milione e 800mila euro.
ALTRA SCUOLA CHIUSA. Tre bambini sono risultati positivi al Covid e il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio ha chiuso la scuola dell’infanzia “Cianciusi” in via De Gasperi (di fronte all’Industriale Majorana) dell’istituto comprensivo “Vivenza-Giovanni XXIII”. Ha emesso un’ordinanza che prevede la sospensione temporanea delle attività didattiche fino al 9 aprile. Eseguita la sanificazione dell'edificio. L’Asl ha disposto la quarantena degli alunni e degli insegnanti.

