Marinangeli, appello a vaccinare i bimbi: arma contro il virus

19 Dicembre 2021

Il primario: «La fascia tra i 5 e gli 11 anni è quella più a rischio I genitori devono capire l’importanza di questa campagna»

L’AQUILA. Un solo paziente ricoverato in Terapia intensiva, ma intere famiglie in isolamento domiciliare, con il virus portato in casa dai più piccoli. Una situazione meno grave, rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quella che si registra in città a ridosso delle feste natalizie. «Ma non c’è da stare tranquilli», sottolinea il primario dell’ospedale San Salvatore Franco Marinangeli, che invita alla prudenza. «Cenoni familiari all’insegna di scelte responsabili e moderate e di corsa il vaccino ai bambini, che sono diventati la fascia debole della quarta ondata pandemica». I nuovi positivi residenti in provincia dell’Aquila ieri erano 66, secondo il bollettino regionale. Andando a vedere i dati diffusi dalla Asl, nelle ultime 24 ore all’Aquila si sono registrati 14 contagi e 1 a Tornimparte, con ben 341 persone nell’aquilano in isolamento domiciliare. Sul fronte ospedaliero, la situazione è stabile, con 6 ricoverati nel reparto di Malattie infettive del San Salvatore e un paziente in Terapia intensiva.
Il primario della Rianimazione potrebbe tirare un sospiro di sollievo – attualmente c’è un solo ricoverato per Covid – ma da attento osservatore e conoscitore delle modalità di diffusione del virus torna a ribadire l’importanza della vaccinazione: «I contagi sono in aumento anche nel nostro territorio», spiega Marinangeli, «ma il vaccino protegge. Per questo il mio reparto è quasi vuoto e i pazienti che pure finiscono in ospedale hanno manifestazioni meno gravi della malattia rispetto a quanto visto un anno fa. Ma i dati ci dicono un’altra cosa, che tra l’altro sto constatando anche di persona: ci sono intere famiglie in quarantena, chiuse in casa, con la presenza di casi positivi o in attesa di effettuare il tampone. Sono i bambini e i ragazzi a portare il virus tra i familiari, con la scuola come luogo di trasmissione principale. Ora abbiamo un’arma in più, il vaccino anche per i più piccoli. Lo sto consigliando», dice Marinangeli, «anche per i miei nipoti: di corsa a fare il vaccino ai bambini nella fascia di età dai 5 agli 11 anni, che si sta rivelando quella più a rischio. Finora hanno subìto, perché non potevano essere immunizzati. Ora la situazione può essere capovolta se i genitori comprendono l’importanza della campagna vaccinale appena partita. E anche sul fronte dei no vax, si vedono spiragli, perché stanno subendo evidenti contraccolpi».
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