Marinangeli scelto per l’incarico-ponte da direttore sanitario

29 Gennaio 2021

Il manager Testa ha designato il primario di Rianimazione  ma è un passaggio intermedio in vista della scelta definitiva

L’AQUILA . Dalla prima linea del fronte Covid alla direzione sanitaria della Asl. Per Franco Marinangeli, chiamato dal manager Roberto Testa a sostituire Sabrina Cicogna, il passo è breve ma impegnativo. Tanto che il nuovo incarico, che si aggiunge agli altri già gravosi in capo al primario di Rianimazione del San Salvatore, avrà carattere temporaneo. Nell’atto di nomina non è riportato un termine, ma l’auspicio di Marinangeli è che non vada troppo in là. «È giusto che sia così», spiega, «perché c’è un albo regionale appositamente stilato per i direttori sanitari proprio per stabilizzare una posizione importantissima nel sistema». Quello del primario di Rianimazione non figura nell’elenco dei 41 nomi da cui attingere per la designazione definitiva. L’esperienza e soprattutto l’impegno quotidiano profuso nella lotta al coronavirus hanno però inciso nella scelta di Marinangeli in una fase ancora molto delicata dell’emergenza.
«Si tratta di un incarico attinente alle esigenze di questo periodo», sottolinea il direttore, «nell’ultimo anno mi sono occupato del Covid e di edilizia sanitaria». La sua nomina, benché temporanea, stempera almeno in parte la tensione suscitata a livello politico dall’avvicendamento tra Cicogna e il direttore sanitario dell’ospedale di Tagliacozzo Carmine Viola, dato per favorito nell’assunzione del ruolo di vertice all’Asl. Con l’insediamento di Marinangeli, comunque, si concretizza il terzo cambio in due anni alla guida dell’ufficio dirigenziale dell’azienda. Prima di Sabrina Cicogna era stata Simonetta Santini a dover lasciare l’incarico. Il vorticoso giro di sostituzioni e il rinvio della scelta definitiva alimentano le polemiche del centrosinistra. «L’ingerenza politica non fa bene alla sanità», ricorda il consigliere comunale e regionale Americo Di Benedetto, «siamo in un momento drammatico nel quale servirebbe unità di lavoro e di intenti che deponga, almeno provvisoriamente, l’ostilità e aiuti a superare questa grande emergenza e le annesse criticità: invece per alcuni le priorità sembrano essere altre». Secondo i consiglieri comunali del Pd Stefano Palumbo e Stefano Albano il centrodestra ha fatto della sanità il proprio «campo di battaglia». Alla Regione chiedono, per la scelta definitiva, «di individuare un profilo al di sopra di ogni sospetto, un professionista che per capacità, competenza, credibilità e autonomia decisionale possa fare le scelte necessarie a traghettarci nel migliore dei modi fuori dalla pandemia».
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