Marito geloso e violento: via da casa

8 Giugno 2018

Provvedimento del giudice. L’uomo avrebbe maltrattato ripetutamente la donna impedendole anche di truccarsi

L’AQUILA. Il marito troppo geloso le impone di non truccarsi e poi, in stato d’ira, la trascina per i capelli per l’intero appartamento: quest’ultimo, tra l’altro, è un tipo di comportamento violento, riveduto e corretto, mutuato dal passato: ovvero “lo strascino” un atto di sfregio e di umiliazione che veniva compiuto fino ai primi anni del ‘900 nei confronti esclusivamente della donna che si era macchiata di un qualcosa di grave nei confronti di altra donna e da quest’ultima punita. Troppo per non finire all’attenzione della magistratura che ha decretato il divieto di avvicinamento per il 41enne aquilano del quale non possiamo fornire le generalità: lo vietano le norme a tutela della privacy della moglie e dei figli minorenni.
Nella giornata di ieri, dunque, personale della squadra Mobile (sezione reati contro la persona), diretta da Tommaso Niglio, ha dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ad una donna maltrattata, emesso dal giudice per le indagini preliminari Guendalina Buccella, su richiesta del sostituto procuratore Guido Cocco, nei confronti dell’uomo.
Il provvedimento è stato emesso al termine delle indagini svolte dagli investigatori, a seguito della richiesta di aiuto da parte della vittima, nel corso delle quali sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico del coniuge in ordine a reiterate violenze fisiche e psicologiche per futili motivi, anche in presenza dei figli minori, nei confronti della donna.
I maltrattamenti sono iniziati nel 2015, allorché si è palesata nell’uomo una gelosia morbosa e ossessiva nei confronti della donna, sfociata in minacce, percosse ed insulti verbali, tali da determinare nella vittima un profondo stato di prostrazione psicologica, accompagnato da un insopportabile senso di umiliazione.
Episodi di violenza che avvenivano anche sul luogo di lavoro; in particolare l’uomo, gestore di un bar, in cui lavorava anche la donna, ha costretto la vittima a non fare uso di cosmetici e a non indossare un abbigliamento che potesse attirare l’attenzione degli avventori, accompagnando i divieti con pesanti frasi offensive. L’epilogo dei maltrattamenti, che ha indotto la donna a rivolgersi alla squadra Mobile, è avvenuto il primo febbraio, allorché nel corso dell’ennesima lite scaturita sempre per futili motivi, la donna è stata oggetto di una grave violenza da parte del marito che, dopo averla spinta a terra, in presenza dei figli l’ha trascinata per i capelli per l’intero appartamento, causandole traumi diffusi.
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