Marito violento a Celano, 5 anni di terrore

L’operaio 34enne resta in carcere: emergono nuove accuse, richieste di soldi e pestaggi davanti ai figli
CELANO. Resta in carcere l’operaio accusato di aver picchiato la moglie e madre dei suoi figli. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano, Mario Cervellino, ha disposto la convalida dell’arresto e applicato la misura cautelare in carcere. Il marito violento era stato arrestato domenica scorsa dai carabinieri al culmine di un grave episodio di violenza accaduto poco dopo l’ora di pranzo tra le mura domestiche. La donna è stata presa a pugni e colpita anche con una bicicletta sotto gli sguardi terrorizzati dei figli. Sono stati altri familiari e i vicini di casa a chiedere l’intervento dei carabinieri, richiamati dalle grida di aiuto della donna. L’uomo è stato bloccato dai militari, mentre la donna è stata soccorsa dal 118.
Il pubblico ministero di turno, Luigi Sgambati, ha applicato nei confronti dell’operaio il cosiddetto “codice rosso rafforzato”, una misura introdotta di recente per contrastare la violenza di genere e garantire supporto alle vittime in modo più celere. Il marito violento è stato così arrestato e trasferito nel carcere San Nicola ad Avezzano. Nel corso dell’udienza di convalida, sono emersi ulteriori elementi: la donna, nel frattempo trasferita in una struttura protetta e segreta, ha raccontato che le violenze duravano da almeno cinque anni. In più occasioni sarebbe stata costretta a consegnare all’uomo anche somme di denaro.
Il 34enne, per l’accusa, ha fatto vivere nel terrore anche altri componenti del nucleo familiare. Tanto che al momento dell’arresto si è rivolto ad alcuni di loro dicendo: «Ve la farò pagare». È accusato di maltrattamenti in famiglia, ma anche di rapina ed estorsione. Secondo l’accusa ha, infatti, sottratto il telefonino alla moglie nel tentativo di impedirle di chiamare le forze dell’ordine. Dopo essere stata medicata dai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, la donna è stata trasferita in una struttura protetta insieme ai suoi tre figli. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che l’uomo non era nuovo a violenze in famiglia. L’operaio 34enne è difeso dagli avvocati Franco Colucci e Lucio Cotturone. (f.d.m.)
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