Marsilio: «Perdiamo uno studioso, ci lascia una grande eredità»

Dal sindaco al suo editore, tante le testimonianze d’affetto Mantini: un ponte tra passato e futuro, un pilastro di storia
L’AQUILA. Da Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: decine i messaggi di cordoglio per la scomparsa dello studioso Raffaele Colapietra. «Con la sua scomparsa», ha dichiarato il governatore Marsilio, «l’Abruzzo perde uno studioso e uno storico che con le sue numerose pubblicazioni ha tracciato un percorso di memoria».
Il senatore aquilano Guido Quintino Liris ha aggiunto: «Se ne va un pezzo di storia dell’Aquila». Anche Michele Fina, senatore del Pd, lo ha ricordato così: «Colapietra ha lasciato il segno. Rimane indelebile il suo modo di essere legato alla sua città».
«I libri hanno un’anima e quest’anima contamina i lettori. Pensando al professore Raffele Colapietra, non possiamo non andare con la mente alle sue tante pubblicazioni che più di qualunque biografia ne tracciano la conoscenza, il portato culturale, il respiro sociale… la sua aquilanità».
Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Che ha aggiunto: «L’imponente biografia su Benedetto Croce ci racconta di come fosse affascinato dal pensiero che ha come contenuto la storia; la sua opera sulla lotta politica in Italia dalla liberazione di Roma alla Costituente, ci svela la sua passione politica in quanto scienza e arte del governare senza tralasciare l’importanza della piazza intesa come cittadini, ma anche come luogo di confronto; i suoi studi sul ruolo del baronaggio nel Rinascimento meridionale, ci dicono del suo impegno accademico a Salerno. E, poi, i suoi scritti sull’Abruzzo, sul Fucino, su Pescara e quelli sull’Aquila. L’Aquila colta, L’Aquila sociale e territoriale, L’Aquila coraggiosa, L’Aquila terremotata, L’Aquila… una lunga passione d’amore, come recita il titolo di un suo saggio del 2011. Oggi, L’Aquila, affronta il dolore per la perdita di un suo concittadino illustre, coscienza critica della nostra civitas. Ma Raffaele Colapietra, attraverso le sue opere, continuerà a insegnarci come vedere la grandezza nella bellezza dell’Aquila e del suo territorio».
Stefania Pezzopane ha conosciuto Colapietra a scuola: «Grazie prof, per quello che mi hai dato, per il messaggio eterno che hai rivolto all’Aquila, di cui conoscevi ogni pietra, ogni angolo, ogni luce. Ed ogni ombra». «Colapietra ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca e alla divulgazione della storia e della cultura abruzzese con particolare interesse per il mondo dell’informazione. I giornalisti gli rivolgono un pensiero con gratitudine», ha affermato il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta.
«È sempre stato un ponte tra passato e futuro e, dunque, un pilastro di storia», ha affermato Silvia Mantini, docente dell’Università dell’Aquila.
«Se ne va un intellettuale e una mente critica, ma il suo impegno sarà la nostra eredità», è la dedica di Cristina Collettini e del personale delle Soprintendenze Archeologia belle arti e Paesaggio dell’Abruzzo.
E, infine, il pensiero affettuoso del suo editore Edoardo Caroccia: «La collaborazione di Raffaele Colapietra con Textus è stata continua e proficua, sempre improntata a studiare la dimensione locale spingendo le analisi verso gli orizzonti più lontani, a collocare le vicende abruzzesi nei contesti nazionali e internazionali. Di lui ci mancherà molto la capacità di guardare ogni cosa con lo sguardo lucido e tagliente del sapere, uno sguardo che tante volte abbiamo visto sciogliersi nella tenerezza riservata ai suoi gatti, compagni di vita e amati abitanti delle sue librerie». (u.c.)
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