Marsilio: «Risorgere, oggi come allora»

Il presidente della Regione: pensiamo a quei tempi, in un’epoca in cui prevale l’insofferenza al sacrificio
AVEZZANO. Una citazione di Ignazio Silone e un appello a risorgere, oggi come allora, con un parallelismo tra la pandemia di questi tempi e il sisma che 107 anni fa devastò la Marsica, provocando devastazione e lutti, in particolare nella città di Avezzano che fu letteralmente rasa al suolo dalla potenza della scossa. Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, vuole commemorare oggi l’anniversario del terremoto. Lo fa in un messaggio indirizzato in particolare ai marsicani, ma che di riflesso riguarda l’intero Abruzzo. Cominciando appunto da una narrazione dello scrittore di Pescina: «I soffitti s’aprivano. In mezzo alla nebbia si vedevano ragazzi che, senza dire una parola, si dirigevano verso le finestre. Tutto è durato venti secondi, al massimo trenta. Quando la nebbia di gesso si è dissipata, c’era davanti a noi un mondo nuovo...».
«Così Ignazio Silone ricordò quei terribili momenti, quando un devastante terremoto, all’alba del 13 gennaio del 1915 cambio la vita di molti – lui stesso, quindicenne, rimase orfano – mettendo a dura prova il tenace popolo marso», sottolinea il governatore dell’Abruzzo, «prima del sisma, grazie al prosciugamento del lago Fucino, la Marsica era in forte espansione demografica ed economica. Improvvisamente si presentava terra di lutti e macerie. Soltanto nel capoluogo le vittime furono più di 10mila su circa 13mila abitanti, oltre 30mila quelle totali. I primi soccorritori, anche a causa dell’impercorribilità di ferrovia e strade causata dalle frane, arrivarono il giorno successivo. Nonostante la gravità della situazione, molti giovani marsicani, appena quattro mesi dopo il sisma, furono mandati sul fronte friulano: di questi ragazzi, oltre 2.000 persero la vita lungo l’Isonzo e sul Carso», ricorda ancora il presidente Marco Marsilio.
Che aggiunge: «A questi eroi voglio rivolgere un pensiero particolare, insieme alle vittime del terremoto, per onorarne la memoria e l’esempio offerto, in un’epoca – quella attuale – in cui sembra prevalere l’insofferenza a ogni forma di sacrificio. Siamo in guerra anche oggi, contro una pandemia che non si arrende. Dobbiamo impegnarci tutti per superare insieme questo momento difficile e risorgere nella consapevolezza del ruolo fondamentale che la Marsica ha svolto e continuerà a svolgere per la crescita dell’Abruzzo». (r.rs.)
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