Marsilio: «Salvati i fondi per l’irrigazione»

Il presidente della Regione replica al ministro Bellanova: opera in ritardo per colpa del centrosinistra
AVEZZANO. Scontro istituzionale sui fondi sfumati per l’impianto irriguo del Fucino. Il presidente della Regione Marco Marsilio, respinge al mittente, il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, le accuse di aver cancellato in modo «scellerato» i 50 milioni di euro destinati all’intervento. «Le dichiarazioni del ministro», afferma Marsilio, «sono particolarmente gravi tanto più perché lei non è nella condizione di smentire il contenuto di un accordo col governo di cui fa parte. È assolutamente falso che abbiamo sottratto fondi a questa opera che, al contrario, è stata salvata dal taglio che il governo, nella persona del ministro Provenzano, si stava accingendo a fare ai sensi dell’art. 44 del decreto Crescita. Il provvedimento prevede che tutte le opere finanziate con il fondo sviluppo e coesione, che a una certa data non maturavano obbligazioni giuridicamente vincolanti, potevano essere cancellate dal governo e i fondi riassegnati». Marsilio punta il dito contro Luciano D’Alfonso. «I ritardi nella realizzazione di opere previste in un piano del 2014», aggiunge, «sono interamente addebitabili al centrosinistra che ha governato la Regione fino a un anno fa. Il ministro Provenzano avrebbe potuto e voluto applicare la norma, disponendo dei fondi a suo piacimento per le emergenze economiche e del Covid (oltre 300 milioni del Masterplan). Le Regioni si sono opposte e abbiamo trovato un accordo di reciproca soddisfazione che consente di salvare tutte le opere trasferendole nella prossima programmazione. L’Abruzzo ha pure scelto la strada di conservare i fondi per la progettazione, in modo che l’opera non si fermi e vada avanti senza soluzione di continuità, mentre grazie a questo accordo si liberano risorse per sostenere le imprese, comprese quelle agricole, alle quali il governo non ha riservato granché. Prima di raccontare falsità contro il presidente della Regione, impari a rispettare i principi costituzionali di leale collaborazione istituzionale che non devono venire meno neanche in campagna elettorale, che per quanto accesa possa essere deve sempre rimanere entro i confini di una normale etica della politica basata sulla correttezza e sulla verità dei fatti». (m.s.)
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